La Chiesa di S. Agostino sorge sulle rovine di un tempio pagano, probabilmente dedicato ad Afrodite.
Nata come cappella del convento degli Agostiniani, arrivati a Taranto nel 1402, secondo Mons. Blandamura è della prima metà del ‘500 e sorge su un precedente complesso, probabilmente dedicato a S. Cataldo.
Guardando bene all’esterno si nota l’esistenza di una parte più antica (Campanile), quindi una successiva (corpo della Chiesa) ed una sopraelevazione che da chiari segni di appartenere al ‘500.
La facciata è stata costruita nel 1772 ad opera del Carducci (nipote di Tommaso Nicolò D’Aquino) che abbellì la Chiesa allora fatiscente a causa di di danni dovuti ad eventi sismici.
Il Merodio ci fa sapere che nella Chiesa esisteva una cappella dedicata a Santa Maria degli Angeli che conteneva una miracolosa immagine della madonna che restituì la vista ad una donna cieca, rinvenuta in una grotta sotto l'Altare della Chiesa.
Un atto notarile del Settecento ci dice che sotto l'organo della Chiesa vi era la Cappella di Santa Maria della Consolazione, con le tele di Santa Monica e San Guglielmo.
Il convento è stato soppresso nel 1809 durante la repressione francese e trasformato in caserma per le truppe di passaggio. La Chiesa, probabilmente era destinata a subire la stessa sorte del Convento, ma rimase aperta al culto per funzionare come coadiutrice della Cattedrale, grazie all'interessamento di tre patrizi tarantini.
Per tutto l’Ottocento nella Chiesa si tenevano le riunioni del Consiglio Comunale.
Fino ai primi anni del '900 vi era un soffitto era ligneo, sul quale vi era il dipinto il Trionfo di S. Agostino e S. Nicola (1770).
La Chiesa, come ricorda una lapide posta all'ingresso, venne riaperta al culto il 5/2/1956 dopo una chiusura di ventinove anni a causa dei danni subiti durante il secondo conflitto mondiale.
Il convento, di proprietà comunale, per tutto l’Ottocento è stato al centro di numerosi progetti, non sempre portati a termine, tra i quali l'installazione in esso e nel contiguo Palazzo La Riccia, di un ospizio-ginnasio diretto dalle Figlie della Carità, mai realizzato.
Alla fine del secolo dopo vari lavori di ristrutturazione, fu assegnato alla Congregazione di Carità che si occupava della gestione delle opere pie cittadine per trasferirvi, nel 1892, l'istituto delle Verginelle.
Negli anni venti l'edificio fu convertito in Teatro S. Angelo.
I locali del convento, incamerati dal demanio nel 1960, dopo aver funzionato come scuola elementare, sono attualmente la sede del Centro di prima accoglienza per i minori disadattati.
La Facciata
La facciata settecentesca presenta una struttura semplice, tipica interpretazione locale del Rococò in forme sobrie e classicheggianti. Ha due ordini sovrapposti raccordati da volute con in basso due nicchie contenenti le statue di S. Agostino, Vescovo e Dottore della Chiesa, e di S. Monica sua madre.
Nel primo ordine è scandita da capitelli compositi (foglie di acanto, volute ioniche e la conchiglia al centro), nel secondo da capitelli ionici molto rovinati.
L'Interno
L’interno è a navata unica e presenta un presbiterio rettangolare separato da un arco maestoso e da una balaustra in marmo.
Le pareti sono scandite da paraste composite sormontate da un cornicione molto sporgente sul quale ci sono cinque finestroni per lato.
Entrando, sulla destra una lapide ne ricorda la riapertura avvenuta nel 1956 dopo 29 anni di chiusura. Accanto vi è la statua policroma della Pietà in cartapesta leccese, opera del cartapestaio Raffaele Caretta.
Sulla sinistra dietro una lapide si trovano i resti di Tommaso Nicolò D’Aquino (1665-1721), poeta e umanista tarantino, che furono rinvenuti sotto l’altare della cappella gentilizia della sua famiglia (attuale cappella di S. Antonio) insieme a quelli della sua seconda moglie.
Sotto vi è il fonte battesimale con accanto la statua in cartapesta di S. Luigi Gonzaga.
Altare di S. Antonio
La prima Cappella a destra è dedicata a S. Antonio di Padova e conteva la statua lignea del Santo appartenente all’omonima Confraternita, trasferita in questa Chiesa dal convento dei frati minori di S. Francesco d’Assisi soppresso nel 1809 durante l’occupazione francese.
Dall’anno 2015 la Confraternita ha prelevato la statua portandola nella sua Sede nella Parrocchia di San Francesco de Geronimo al rione Tamburi ed al suo posto ha trovato collocazione il simulacro ligneo della Madonna della Croce.
In origine era la Cappella gentilizia della famiglia D’Aquino come testimoniano le insegne che si trovano ai lati dell’Altare.
Costruita da Guido Antonio D’Aquino, padre del poeta Tommaso Nicolò, autore delle Deliciae Tarentinae, era dedicata inizialmente a S. Anna (pare che se ne possedesse una reliquia), quindi alla Madonna delle Grazie.
Altare del Crocifisso
La Cappella presenta un altare marmoreo che raffigura il Crocifisso, finemente lavorato ad intarsio, proveniente dalla Chiesa di S. Giovanni Battista ora demolita.
Sull’altare vi è un pregevole Crocifisso in legno del ‘700 denominato Cristo Spirante, raffigurante Gesù nell’attimo estremo in cui esala l’anima.
La Cappella un tempo era di proprietà della nobile famiglia Calò che, secondo la tradizione, il Venerdì Santo portava in Chiesa le statue della Vergine Addolorata e di Gesù Morto dando inizio ad una piccola processione per la città vecchia, antenata dell’attuale processione dei misteri.
Ai lati dell’altare si può notare lo stemma gentilizio della famiglia.
La Madonna dei fiori
La terza Cappella a destra contiene la statua della Madonna dei fiori, che in passato era custodita nei locali della Parrocchia e che veniva esposta alla venerazione dei fedeli in occasione del mese di maggio.
Il simbolo della colomba col ramoscello d’ulivo posto sopra la nicchia sta a ricordare la lunga permanenza della venerata immagine della Madonna della Pace, che fu custodita in questa Chiesa dal 1956 al 1995 quando fu traslata nella Chiesa di S. Maria del Galeso al rione Paolo VI.
Altare di S. Nicola
La prima Cappella a sinistra è dedicata a S. Nicola da Tolentino ed appartiene alla omonima Confraternita che opera a Taranto dagli inizi del '600.
In origine era dedicata alla Madonna della Cintura e ne conteneva la statua, in legno con vestito, venerata dai Confratelli.
Di questa statua la Confraternita ne conserva solamente la testa.
Attualmente sull’altare vi è un simulacro ligneo raffigurante S. Nicola da Tolentino.
Altare dei Suffragi
La seconda Cappella a sinistra è di appartenenza della Pia Unione dei Suffragi e presenta un altorilievo in cartapesta leccese, opera di L. Guacci, eseguito nel 1924 su commissione della Pia Unione che in quell’anno celebrava il 25° di fondazione.
L’Altorilievo rappresenta il Cuore di Gesù che appare alle anime del Purgatorio.
L’Abside e il Presbiterio
A sinistra del Presbiterio si conserva la statua lignea di S. Gaetano da Thiene, appartenente all’omonima Confraternita.
A destra del Presbiterio vi è un quadro contenente un registro con i nomi delle famiglie consacrate al Sacro Cuore di Gesù, quando nella Parrocchia era attivo l’Apostolato della Preghiera.
Nell’Abside vi è la nicchia contenente la statua in legno di S. Agostino.
A sinistra una porticina collegava la Chiesa ai locali del vecchio convento degli Agostiniani.
La Parrocchia
La Parrocchia è stata istituita nel 1918, insieme a quella di S. Giuseppe, per facilitare il piano pastorale delle Cattedrale che da sola non poteva raggiungere tutte le famiglie dell'isola.
Fu affidata all'inizio ad un Delegato Arcivescovile Mons. Can. Vincenzo Morelli (come risulta da un battesimo del 28/7/1918).
Nel 1921 vi è un Vicario Economo nella persona del Sac. Nicola Spinelli, nominato Parroco l'anno dopo.
Gli altri Parroci sono: d. Antonio Chiarelli (1943-49), d. Antonio Carissimo (Vicario Economo, 1949), d. Orazio Trani (1950-64), d. Biagio Strusi (1964-70) e d. Raffaele Mele (1970-93).
All’interno delle ricorrenze parrocchiali venivano festeggiati solennemente la tredicina di S. Antonio, la festa della Madonna della Pace nel mese di Agosto e le feste dei titolari delle Confraternite presenti.
Nel 1993, a causa del calo demografico delle famiglie della città vecchia, la Parrocchia fu chiusa e la chiesa affidata al Parroco della Cattedrale Mons. Marco Morrone. La Chiesa fu affidata alla Segreteria delle Confraternite che vi aveva sede, continuò a celebrare l’Eucarestia l’anziano sacerdote Stefano Raguso e per un periodo operò come esorcista diocesano il Sac. Saverio Calabrese fino all’anno 2008 quando fu nominato come rettore il Sac. Desiré Mpanda.
Nel mese di agosto 2011 fu acquistata una nuova statua di S. Agostino e da quell’anno si provvide a festeggiare la ricorrenza del Santo con una S. Messa Solenne.
La Segreteria delle Confraternite
Nel 1968 l’Arcivescovo di Taranto, Mons. Guglielmo Motolese, volle collocare nei locali adiacenti la Chiesa, in passato usati come casa canonica, una Segreteria in cui confluissero tutte le Confraternite della città vecchia che non avevano vita sociale ma soltanto amministrativa.
Vi trasferì inoltre la segreteria della Confraternita dell’Addolorata che ha sede in San Domenico.
Per anni le diverse Confraternite hanno convissuto in questa segreteria sostenendosi a vicenda ed ottenendo una crescita continua.
Vi si organizzavano diverse feste e Processioni e la Segreteria funzionò fino all’anno 2015, in cui morì l’ultimo Commissario Arcivescovile, il Cav. Vincenzo De Vincentis.
Dopo la sua morte la Confraternita dell’Addolorata portò la sua segreteria nella Chiesa di San Domenico mentre il resto delle Confraternite fu trasferito nei locali adiacenti la Chiesa di San Giuseppe, restò a S. Agostino soltanto la segreteria della Confraternita dell’Immacolata fino al dicembre del 2018 quando fu trasferita nella nuova Sede nel Santuario della Madonna della Salute.
Oggi la Chiesa di S. Agostino funziona come rettoria della Cattedrale, affidata a don Desiré Mpanda, che con la sua opera cura le anime a lui affidate con la Confessione e la Celebrazione della Messa.
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