Menu

28 maggio 2025

La festa della "Candelora"

Secondo il Vangelo di Luca, dopo la nascita di Gesù i suoi genitori hanno rispettato gli obblighi prescritti dalla legge di Mosè. Dopo 8 giorni il bambino fu circonciso e gli fu messo il nome di Gesù. Quaranta giorni dopo la nascita era il momento della cerimonia della Purificazione.
Secondo l'usanza, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva recarsi al Tempio con un'offerta per purificarsi.
Inoltre ogni figlio veniva considerato "proprietà" di Javeh e dopo la sua nascita i genitori lo riscattavano portando un offerta al Tempio.
Maria e Giuseppe si recarono quindi al Tempio per adempiere a queste prescrizioni.
L'usanza di commemorare quest'avvenimento ha origine in oriente. Attualmente si festeggia il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Santo Natale.
In origine veniva celebrato l’incontro del Signore con il vecchio Simeone. Da qui la festa prende il nome greco di “Ipapante” (incontro). Il vecchio Simeone e la profetessa Anna riconoscono nel Bambino Gesù l’atteso Messia. Tale festa, quindi, veniva inclusa nella serie di avvenimenti che manifestano il Signore come Messia. Nel corso del tempo si è messa in risalto la purificazione di Maria e il riscatto del primogenito dopo quaranta giorni dalla nascita. Da Gerusalemme questa festa si diffuse poi in tutto l’Oriente, fino a Roma, dove era dedicata alla Purificazione della SS. Vergine Maria fino al 1960 quando la riforma le ha restituito l'antico titolo di "Presentazione del Signore".
Dopo il Concilio la Chiesa ha voluto abbinare questo momento alla vita consacrata con la professione o il rinnovo dei voti dei religiosi.
La festa è detta anche della “candelora” perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo luce del mondo come viene chiamato il Bambino Gesù dal vecchio profeta Simeone: «luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Poi, rivolto alla Vergine Maria le profetizza il suo cammino doloroso: «anche a te una spada trafiggerà l'anima».
Tradizionalmente in questo giorno nelle case tarantine viene smontato il presepe, quasi ad indicare la fine dal periodo natalizio.

Nessun commento:

Posta un commento