Questa era una chiesetta alle dipendenze dal Capitolo Metropolitano, donata allo stesso capitolo dall'Arcivescovo Gualterio III nel lontano 1298, quando era denominata “San Nicola in Civitanova”. La Chiesa mantenne questa denominazione fino al 1784, successivamente cambiò il nome in Chiesa di S. Anna in Civitanova e così viene menzionata nella Visita Pastorale del 1856 effettuata da Mons. Rotondo.
In questa circostanza viene menzionata la Statua di S. Anna, vestita in una nicchia e le statue di S. Omobono e della Madonna del riparo.
La statua di S. Omobono era in legno e di fattura veneziana, proveniva dalla Chiesa di S. Nicola alla piazza che esisteva dietro l'orologio pubblico, chiusa nel 1886 per il crollo del tetto e trasformata in casa privata.
La statua della Madonna del Riparo, proveniente dalla medesima Chiesa, era con il vestito e rappresentava Maria che con il Suo manto dona riparo e protezione ad una Santa Bambina.
Veniva portata in Processione insieme a S. Omobono in una delle domeniche di agosto.
In seguito, fu trasferita nella Chiesa della SS. Trinità e, alla chiusura di questa custodita da una famiglia privata per anni, quando riapparve a Massafra nella Chiesa dei Ss. Medici.
Nel frattempo, la devozione alla Santa Madre della Vergine Maria crebbe, grazie all'opera di Vito Solito, figlio di Donato, che si adoperò per la costruzione della nuova Statua della Santa che, grazie al contributo delle offerte dei fedeli, fu completata nel 1914 in legno dallo scultore Saverio Oliva.
In seguito, su iniziativa dei fedeli, vennero sostituite le mani e la testa con altre commissionate a Napoli perchè quelle vecchie non erano considerate degne.
Era tempo ormai che i festeggiamenti si solennizzassero e sulla fine del secolo cominciò ad effettuarsi la processione per le vie della città nella giornata del 26 luglio, giorno in cui accorrono i fedeli per sciogliere i propri voti.
Spettò al figlio di Vito, il Canonico del Capitolo Metropolitano Mons. Francesco Solito, in continuità con l'opera del padre e del nonno, perseverare alla divulgazione del culto; infatti, sotto la sua cura sorse la Pia Associazione delle Figlie di S. Anna, con decreto di Mons. Cecchini datata 29-11-1904, che per volere della Superiora Generale del benemerito Istituto e con l'approvazione della Curia mutò il nome di Pia Associazione delle Ancelle di S. Anna.
La Chiesa, ormai fatiscente fu demolita nel 1913 e ricostruita fino al 25 marzo 1915 quando fu riaperta al culto.
Sull'altare vengono create tre nicchie in cui trovano collocazione la Statua di S. Anna, di S. Omobono e di S. Gioacchino, fatta costruire per l'occasione dal cartapestaio leccese Sacquegna.
Sulla volta un grande quadro con S. Anna in gloria.
Da anni la Chiesa vede le preghiere delle mamme tarantine e delle donne in attesa che si abbandonano fiduciosi all’intercessione della Santa. Durante i festeggiamenti viene distribuito un abitino che le gestanti indossano come segno di devozione.
Con l'avvento del dinamico Parroco di S. Domenico d. Angelo Mele, la cura della Chiesa passa alla Parrocchia di San Domenico che ne perpetua la solennità della festa con la Processione e con la benedizione delle mamme e dei bambini.
Divenuta rettoria la Chiesa di San Domenico nel 2000, l’organizzazione della Processione passa alla Confraternita del Nome di Dio che ha sede nella stessa Chiesa di San Domenico.
La Chiesa è stata interessata da due interventi di restauro nel 2006 e nel 2025, anno in cui fu donata una nuova veste alla statua di S. Anna e che ha visto per la prima volta uscire in Processione anche la statua di S. Gioacchino.
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