19 agosto 2025

La Madonna della Pace a Taranto


La Confraternita di S. Maria della Pace fu eretta nel 1673 nella Chiesa di S. Andrea, che si trovava in via Garibaldi, donatale dal Capitolo metropolitano, che in seguito venne ampliata e denominata della “Madonna della Pace”.

Nella Chiesa venivano organizzati ogni anno la festa della Madonna della Pace l’ultima domenica di agosto e quella di S. Andrea il 30 novembre, occasione in cui venivano eletti gli officiali della Confraternita.

La Confraternita ebbe il Regio Assenso alle regole da Ferdinando IV il 14/7/1777, ebbe il riconoscimento civile l’11/3/1937.

Fu il re Ferdinando II a far dono alla Confraternita dalla statua della Madonna della Pace, una bellissima immagine lignea della Vergine Maria con in braccio Gesù bambino e in mano un ramoscello di ulivo.

La Vergine indossa una veste bianca riccamente ricamata in oro ed un manto azzurro anch’esso ricamato. Sul capo della Madonna e del bambino ci sono due corone stile imperiale.

Attualmente abito di rito dei Confratelli è composto da camice e cappuccio bianchi e mozzetta celeste con bordatura rossa e cingolo rosso. In origine la mozzetta era di seta turchina con cappello bianco.

Nel I secolo, all’altezza della discesa Vasto sul lido di Mar piccolo gli storici collocano il Tempio di S. Maria della Pace, di stile ellenico.

Di questo tempio si persero le tracce nella storia finchè nel 1376 il Merodio ci dice che un nobile tarantino, Giannuzzo Taurisano lascia un legato in favore della miracolosa immagine di S. Maria della Pace.

Questo tempio fu la prima sede dei Carmelitani a Taranto, arrivati nel 1496, che costruirono un convento accanto alla Chiesa, noto con il nome di “monacelle”.

Nel XVI secolo si cominciò a demolire la Chiesa per permettere la costruzione del “Torrione del fosso”, una fortificazione del castello Aragonese eretta contro la minaccia dei Turchi.

Nel 1577 il Torrione del fosso fu ampliato e Chiesa e convento furono definitivamente demoliti, i Carmelitani cambiarono sede e si trasferirono fuori della città nella chiesa di S. Maria della Misericordia, attuale chiesa del Carmine.

Demolita la Chiesa, se ne perse la memoria finchè nel 1625, una donna, avvertita in sogno che tra i ruderi dell’antica chiesa esisteva una effige della Madonna della Pace fece in modo che si scavasse in quel luogo e vi trovò l’immagine, probabilmente di stile bizantino, dipinta su un muro.

L’immagine fu portata nella vicina chiesa di S. Andrea, che da allora cominciò a chiamarsi "S. Maria della Pace".

Gli atti dalla visita pastorale del 1611 dicono che era presente sull'altare maggiore in una piccola nicchia.

Nella Chiesa era presente anche una statua in pietra di S. Andrea, collocato in una nicchia su un altare, con il passare degli anni questa e l'effige della SS. Vergine scomparvero, forse erose dal tempo, dall'umidità delle pareti.

Nel 1673 in questa Chiesa venne costituita la Confraternita di S. Maria della Pace, che ricevette in donazione dal Capitolo Metropolitano la Chiesa che provvide ad ingrandire nel tempo acquistando le case adiacenti.

Delle tre casette, situate dietro la chiesa, ne furono acquistate due, delle quali, una, demolita, fu adoperata per l'altare maggiore; l'altra, modificata, servì per la sagrestia e per la scala dell'oratorio che edificarono nella parte superiore delle case.

La Confraternita acquistò l’altare maggiore dai monaci Olivetani, che dal monastero di S. Maria del Porto si trasferirono alla Chiesa dei Gesuiti.

Fu acquistato anche un organo e diverse suppellettili, ma l’ingrandimento della Chiesa non fu sufficiente alla Confraternita che nel 1926 acquistò l’ultima casa adiacente alla Chiesa per permettere un ulteriore ingrandimento.

I lavori cominciarono nel 1836 e la Chiesa fu ricostruita in tufo e carparo, con soffitto in legno dipinto con scene bibliche del Vecchio Testamento.

Il pavimento era a mattonelle verniciate, tipo francese, si fabbricò l'oratorio, il campanile, il nuovo frontespizio, la nuova sagrestia, per la quale si demolì un giardinetto che era nel recinto.

La chiesa così ingrandita e restaurata era orientata ad ovest, di forma rettangolare, lunga m. 22, larga m. 7,80, alta metri 20.


Dopo una sospensione dei lavori dovuta al colera ed alla difficoltà nel reperire fondi, il 28 luglio 1849 grazie ai contributi dell'Arcivescovo Mons. Blundo, del Capitolo Metropolitano, della Confraternita e del popolo, il 28 luglio 1849 il Rettore, Abbate can. A. Lupoli, benedì la nuova chiesa, restituendola al culto.

Nella Chiesa erano presenti quattro altari marmorei, oltre l'altare maggiore in pietra a colori; conservava di antico due colonne di stile dorico, coperte d'intonaco a colori, nonchè due pilette marmoree per l'acquasanta che erano infisse all'ingresso della porta maggiore.

La vicinanza di questa Chiesa al mare fece in modo che l’immagine della Madonna della Pace divenne oggetto di grande devozione da parte dei pescatori tarantini, che la consideravano loro particolare protettrice, molti di loro facevano parte della Confraternita.

Durante la Prima guerra mondiale la Chiesa di S. Maria della Pace, il 24 maggio 1915, venne requisita dalle autorità locali e rimase chiusa al culto per circa tre anni.

Fu lasciato in stato di degrado e per poterla ripristinare il cappellano sac. Luigi lurlaro si attivò insieme ai confratelli.

Fu costruito un bussolone, si fecero di marmo i gradini dell'altare maggiore, una balaustra in ferro, si pulì il pergamo che aveva buone pitture ad olio.

Poi si accomodò l'altare e la nicchia di S. Francesco di Paola e quello dell'Addolorata, fu messo a nuovo tutta la rete elettrica, arricchendo la chiesa con un parato nuovo di candelieri di ottone.


Nel 1934 il piano di risanamento per la città di Taranto voluto dal regime fascista  prevede la demolizione di una parte del pittaggio Turripenne, in cui si trova la chiesa, che nel 1935 viene demolita.

La Confraternita e la statua della Madonna vengono temporaneamente trasferite nella vicina Chiesa dello Spirito Santo in via Di Mezzo. 

Ma anche questa venne abbattuta per lo stesso motivo e nel 1937 viene trasferita nella Chiesa di San Giuseppe in attesa che venga costruita una nuova Chiesa.

La nuova Chiesa “Regina Pacis” venne alla luce nell’ottobre del 1939 al rione Porta Napoli, qui la Confraternita vi si trasferì fino alla tragica notte del 28/8/1943, durante la II guerra mondiale, quando fu colpita da un violento bombardamento aereo che distrusse tutto l’edificio.

Rimase in piedi solo una parete, la parete dove c’era la nicchia con la statua della Madonna rimasta integra. La sacra immagine riportò come danno solo una parte dell’occhio colpito da una scheggia.

L’immagine della Madonna fu portata in salvo presso la sede dei Salesiani nell’attuale viale Virgilio.

Finita la guerra nel 1945 fu portata nella Chiesa del Carmine per poter svolgere i festeggiamenti con una Processione verso la città vecchia. Qui, nei pressi della discesa Vasto l’arcivescovo mons. Bernardi pose la prima pietra per la nuova chiesa della Madonna della Pace. 

Nello stesso periodo fu posta la prima pietra anche per l’Oratorio interparrocchiale “Madonna della Pace” presso la Chiesa di San Giuseppe che venne affidata dall’Arcivescovo ai frati Salesiani l’anno successivo.

Nell’attesa che venisse realizzata la nuova Chiesa la statua della Madonna fu posta in una nicchia della cattedrale ed in seguito nella Chiesa di San Giuseppe.

In seguito, il progetto di edificare una nuova chiesa, che avrebbe operato come rettoria della parrocchia di San Giuseppe fu abbandonato e l’area fu ceduta al Comune mentre la vecchia Chiesa a Porta Napoli fu ricostruita e dedicata alla “Stella Maris”.

Nel 1950 la Confraternita si trasferì nella Chiesa di S. Gaetano in fondo alla via Cava dove rimase per 6 anni.

Dal 5 febbraio 1956 al 20 settembre 1995 la Madonna e la Confraternita ebbero sede nella Parrocchia di S. Agostino, inserita all’interno della Segreteria delle Confraternite del centro storico. 


Qui si continuava la tradizione di celebrare la Festa della Madonna della Pace l’ultima domenica di agosto.

Nel 1995 la statua della Madonna della Pace, su richiesta dei padri Oblati di Maria Immacolata, desiderosi di avere nella loro parrocchia una Confraternita, viene trasferita nella Chiesa parrocchiale di S. Maria del Galeso, al Quartiere Paolo VI, mentre la Segreteria della Confraternita rimane presso la Chiesa di S. Agostino. 

In quell’anno ci furono anche le prime ammissioni di Confratelli dopo anni e si riprese l’abitudine di svolgere la Processione, che venne spostata alla IV domenica di settembre.

L’impegno dei nuovi Confratelli non durò molto e andò a decrescere, tanto che fu la Confraternita dell’Immacolata che continuò a curare l’impegno di organizzare la Processione fino all’anno 2015.

Dall’anno successivo lo spostamento della Segreteria delle Confraternite nella Chiesa di San Giuseppe e la partenza dei padri Oblati, fecero in modo che la Processione venne organizzata dalla Confraternita della Madonna della Pace, pur non avendo Confratelli attivi, spostando la data dello svolgimento tra fine settembre ad inizio ottobre in base alle necessità.

Oggi l’immagine della Madonna della Pace è ancora venerata nella Chiesa della Madonna del Galeso, anche se in città vecchia non si è spento il caro ricordo dell’Immagine della Vergine tanto cara al popolo tarantino.



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