28 maggio 2025

La Madonnina del Ferruzzi

Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia.
Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo, da autodidatta, i primi rudimenti della pittura. Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova. Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini. Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 16 febbraio 1934 ed è sepolto con la moglie e la figlia Mariska nel piccolo cimitero di Luvigliano.

Il dipinto
“Madonnina” è il dipinto di fama mondiale a cui è legato il nome di Roberto Ferruzzi. Con esso l'autore vinse nel 1897 la seconda Biennale di Venezia, alla quale aveva partecipato con l'intento di rappresentare la Maternità.
Il dipinto ci mostra una giovane donna che guarda verso l’alto, il corpo avvolto da una mantella blu con in grembo un Bambino che dorme.
Grazie alla straordinaria dolcezza espressiva, il dipinto ebbe un enorme successo popolare tanto che il nome originale di “Maternità”, viene cambiato, a furor di popolo, in “Madonnina”.
L'immagine della giovinetta undicenne col fratellino diventa il volto della Madonna con Bambino, riprodotta e diffusa in tutto il mondo, sotto diversi nomi: “Madonnina”, Madonna del Riposo, delle Vie, della Tenerezza, Madonnella, Zingarella.
Fu subito acquistato per trentamila lire, una cifra astronomica per quei tempi. Più volte rivenduto, viene acquistato dai Fratelli Alinari, proprietari della nota casa Fotografica, i quali prima di rivenderlo, si riservano il diritto di riproduzione di ogni tipo.
E' grazie a quelle riproduzioni che il quadro è giunto fino ad oggi, infatti dell'originale si perdono le tracce, quasi un giallo la sua fine.
L'ultimo proprietario noto era un americano che morì in Francia nel 1924.
Alcuni sostengono che sia andato perso con l'affondamento della nave che lo trasportava in America, a causa di una tempesta, altri per siluramento dei tedeschi.

La Modella
Modella ispiratrice del quadro di Madonnina fu una giovinetta di Luvigliano, Angelina Cian, seconda di 15 figli, che teneva in braccio il fratellino Giovanni, di pochi mesi. Ferruzzi, colpito da tanta tenera visione, immortalò su tela la bellezza di tale immagine, con l'intento di rappresentare la Maternità. All'epoca del ritratto Angelina Cian aveva solo 11 anni e, come era costume di allora, nelle famiglie numerose, le bambine più grandicelle dovevano trasformarsi in mamme a tempo pieno ed occuparsi dei fratellini più piccoli. Un bambino tra le braccia di una bambina: forse fu proprio questo aspetto che ispirò il Ferruzzi, il quale attraverso la sua arte cercò di sublimare la fatica quotidiana di questa giovane ragazza. Ma il destino riservava alla protagonista ben altre sorprese.
Angelina Cian, trasferitasi in seguito da Luvigliano a Venezia, sposò un certo Antonio Bovo e dopo le nozze seguì il marito in America intorno al 1906, stabilendosi ad Oakland in California. Con lo scoppio della prima guerra mondiale Antonio, per paura di essere chiamato in Italia a fare il soldato, fece perdere le sue tracce ai familiari in Italia.
La coppia ebbe 10 figli, ma nel 1929 la famiglia fu colpita da un grave lutto, la scomparsa prematura di Antonio Bovo, che allora aveva solo 42 anni. Furono tempi angoscianti per la povera vedova che non riuscì ad affrontare le grosse difficoltà e cedette alla disperazione tanto che fu internata in un manicomio nel quale rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1972. Angelina moriva senza che nessuno sapesse mai della sua storia. Lei non aveva mai rivelato a nessuno di essere stata la modella di uno dei quadri più conosciuti del mondo.

La scoperta
Siamo nel 1984 ed una suora americana di origini venete, investigando sulle sue origini italiane, scopre qualcosa di sorprendente.
Mary Bovo, era la settima dei 10 figli di Angelina Cian e Antonio Bovo. In seguito alla morte del padre e al crollo psichico della madre, con altri fratelli andò a finire in un Istituto per orfani. Allora aveva appena 8 anni e non fu in grado di mantenere rapporti con i parenti lontani in Italia. Sentì pian piano la vocazione religiosa, e divenne suora con il nome di Suor Angela Maria, in omaggio a sua madre e a suor Angela, sua guida spirituale. Fu proprio Suor Angela che la invogliò a recarsi in Italia alla ricerca dei suoi lontani parenti.
A Venezia ritrovò due vecchie zie ottantenni, sorelle di Angelina Cian, sua madre. Fu una delle zie, Giulia, ultima dei 15 fratelli, che volle mostrarle una piccola immagine di forma rotonda: era la familiare “Madonna” del Ferruzzi.
“Questa è tua madre!”, disse zia Giulia.
“Lo so”, rispose Sr. Angela Maria, “E' la madre di tutti noi”, credendo che la vecchia zia parlasse della Madonna.
“No, no”, insistette la zia, comprendendo la reazione della religiosa: “È la tua vera madre!”
Da principio la Suora era scettica. La zia restò come offesa: "Perché dubiti?". Poi, mediante l’interprete, Giulia cominciò a narrare una storia che la lasciò sorpresa.
A causa delle guerre che sconvolgevano la Repubblica di Venezia i genitori di lei dovettero rifugiarsi sui colli euganei nel 1866, e fu lì che Roberto Ferruzzi vide Angelina Cian, la futura madre di suor Angela, allora dodicenne che custodiva il fratellino ancora lattante, formando un quadro stupendo.
Su richiesta di Suor Angela, seguendo le dichiarazione del figlio di Giulia, quest'ultimo riuscì a rintracciare gli eredi del Ferruzzi e, cercando tra le carte del pittore riuscirono a ritrovare la ricevuta autografa con cui Roberto Ferruzzi attestava di aver dato un compenso ad Angela Cian per aver posato.
Questa storia singolare è stata riportata per la prima volta dal Catholic Digest di San Francisco, ed ha suscitato meraviglia negli Stati Uniti e nel Canada, dove nel frattempo era stata trasferita Sr. Angela.

I dubbi
Ma non tutti sono d'accordo sulla ricostruzione dei fatti, scrive infatti il dott. Elio Ricciardi da Albignasego (Padova):
"Ho qualche dubbio che il quadro [del Ferruzzi] possa riguardare familiari di Sr. Angela Maria Bovo, che l’artista avrebbe incontrato sui Colli Euganei nel 1866. Il Ferruzzi infatti [come risulta dal vol. di Vanni Tacconi relativo alla Dalmazia: "Istria e Dalmazia, uomini e tempi", Ed. Del Bianco, Udine, pp. 464-465], nato a Sebenico nel 1854, si trasferì a Venezia con la famiglia nel 1868. Nel 1866 aveva, quindi, 12 anni e viveva ancora nella sua [e mia] Dalmazia. Il Ferruzzi visse comunque i suoi ultimi anni sui Colli Euganei, a Torreglia. Avanzerei quindi l’ipotesi che la famiglia di Sr. Angela, a conoscenza della presenza dell’artista negli Euganei e vedendo una somiglianza dei modelli del quadro con i propri congiunti, abbia supposto, convincendosene con il tempo, quanto narrato dalla stessa Sr. Angela [con la quale mi scuso per i miei dubbi].
Sempre restando nel campo delle ipotesi, ricordo di aver letto che il Ferruzzi avrebbe incontrato i modelli del quadro in questione in una collina sopra Genova e che il bambino in braccio alla giovane madre sarebbe poi diventato un "camallo", portuale genovese".




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