27 maggio 2025

La devozione alla Stella Maris nella città bimare

Il culto a Maria come “Stella del mare” è tra i più antichi e risale al IV secolo quando San Girolamo descrisse la Beata Vergine come “guida” da seguire sulla strada che porta a Cristo per evitare di naufragare in acque tempestose.
In seguito San Bernardo da Chiaravalle, nel XII secolo, invitava a seguire Maria come stella ed invocarla nelle tribolazioni della vita.
Citando San Bernardo, anche Papa Pio XII parlò della Madonna come di una stella: “Maria è detta Stella del mare e la denominazione ben si addice alla Vergine Madre, perché come la stella sprigiona il suo raggio senza corrompersi, così la Vergine partorisce il Figlio senza lesione della propria integrità”.
La pratica di invocare Maria come stella che guida i marinai porta questa devozione in tutto il mondo, in particolare nei borghi marini, dove il mare ha sempre rappresentato oltre che una straordinaria risorsa anche un temibile avversario.
Per questo la devozione popolare ha sempre rappresentato per la gente di mare un’importante aiuto per superare le difficoltà e le paure di rimanere vittima di sciagure e la Vergine Maria è certamente la figura più cara, che ispira continuamente fiducia e che con la sua presenza infonde coraggio a chiunque la invoca
Taranto possiede una bellissima immagine della Stella Maris, opera lignea realizzata dallo scultore Ferdinando Stuflesser di Ortisei sul modello di un’antica immaginetta.
La stella d’oro sul suo capo e la corona sono stati realizzati presso l’Arsenale Militare di Taranto.
La statua arrivò nella città bimare il 9 Marzo 1947 e fu portata nella Cattedrale di San Cataldo da dove uscì in Processione l’8 settembre dello stesso anno per essere portata nella Chiesa della Stella Maris in via del Bisso, nei pressi della cooperativa dei pescatori che riconobbero subito nell’immagine della Madonna e nella sua celestiale bellezza la loro patrona.
Da quell’anno fino al 1958 si svolse la Processione in suo onore, il primo sabato di Settembre.
La Chiesa era stata appena costruita per sostituire quella della Madonna della Pace che fu distrutta durante il terribile bombardamento del 28/8/1943.
Le bombe rasero al suolo la Chiesa lasciando intatto solo il muro con la nicchia della Madonna della Pace che miracolosamente rimase intatta.
La Chiesa fu officiata fino al 1974 dai Padri Camillani che lì avevano una statua di San Camillo.
Nel 1976 arrivò come Parroco don Alessandro Greco, che dall’anno successivo riprese la tradizione della Processione in onore della Madonna, in collaborazione con i pescatori tarantini che da allora ha visto un crescendo di partecipazione da parte dei fedeli che hanno reso la festa della Stella Maris uno degli eventi religiosi più attesi di fine estate.
Nel 1989 la Chiesa fu abbattuta e la statua della Madonna trovò riparo nella Cappella della Ferrovia, dove si trova tutt’ora e da dove cominciano i Solenni festeggiamenti in Suo onore.
Dopo la S. Messa la statua della Madonna, portata a spalla dai pescatori scalzi, percorre il viale della stazione ed il ponte di pietra fino al molo di Sant’Eligio dove viene imbarcata su di un peschereccio per essere portata in Processione per i due mari.
Al momento del passaggio sotto il ponte girevole dal Castello Aragonese ha inizio il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici che anticipa lo sbarco in via Cariati da dove l’Immagine percorre l’ultimo tratto fino a rientrare nella sua sede.
Durante gli anni della pandemia dovuta al Coronavirus (2020 – 2021) la Processione è stata sospesa come tutte quelle previste, in seguito a causa di problemi organizzativi non è più stata organizzata e sono stati ripresi esclusivamente i festeggiamenti in Chiesa.
Ma nei tarantini il ricordo della festa della Stella Maris rimane vivo ed immutato, ed agli inizi di settembre molti sperano, anno dopo anno, che la Vergine torni in Processione tra i suoi fedeli.


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