23 settembre 2025

La Devozione al Santo Rosario

"Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore.
Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore"  

Rosarium Virginis Mariae 
Giovanni Paolo II
 
La preghiera dell’Ave Maria, è formata nella prima parte unicamente da parole prese dal Vangelo:
"Ave Maria, piena di grazia, il signore è con te" sono le parole che l'Angelo Gabriele ha detto quando è apparso a Maria (Lc 1,28);
"Benedetta sei tu fra tutte le donne e benedetto il frutto del tuo seno" sono le parole dette a Maria da sua cugina Elisabetta (Lc 1,42).
Nei primi secoli l'Ave Maria era conosciuta solo nella sua prima parte, il saluto dell'Angelo (il cosiddetto "Saluto Angelico") e la benedizione di Elisabetta.
La Chiesa Ortodossa, divisa dal 1054 dalla Chiesa Cattolica recita ancora oggi la primitiva forma dell'Ave Maria.
Il Nome di Gesù e l'Amen finale vennero introdotti verso la fine del XV sec. Quando nel 1483, si diffonderà l'uso della seconda parte ad opera die monaci certosini.
La recita ripetuta dell'Ave Maria si è diffusa nel XII sec. ed era detta "Salterio Mariano" perchè si cominciò a ripetere l'Ave Maria per 150 volte, cioè lo stesso numero dei salmi.
L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio S. Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago.
Nel XIII secolo i monaci Cistercensi svilupparono una nuova forma di preghiera chiamandola Rosario, perchè la comparavano ad una mistica corona di rose da offrire alla Vergine Maria.
Numerosi Teologi avevano considerato che i 150 Salmi erano delle profezie sulla vita di Cristo; quindi, cominciarono a comporre numerosi Salteri dedicati alla vita di Gesù derivati dallo studio dei Salmi: cominciavano a delinearsi i Misteri del Rosario.
In quel periodo si erano sviluppati diversi tipi di Salterio: i 150 Pater, i 150 Saluti Angelici, le 150 Lodi a Gesù e le 150 Lodi a Maria.
Fu nel sec. XIV che il certosino Enrico di Kalkar operò un'ulteriore suddivisione del salterio mariano dividendolo in 15 decine, inserendo tra decina e decina la recita del Padre Nostro.
Il primo documento che testimonia il tentativo di coniugare la recita delle Ave Maria con la meditazione dei misteri evangelici risale al XV secolo.
Negli anni tra il 1410 il 1439 Domenico di Prussia, un monaco certosino di Colonia, proporrà ai suoi fedeli una forma di Salterio Romano, nel quale il numero delle Ave era ridotto a 50 ma a ciascuna di esse era aggiunta una frase che terminava ogni Ave Maria. Di questi finali, 14 riguardavano la vita nascosta di Cristo, 6 la sua predicazione ed il suo apostolato, 24 la sua Passione e Morte e le restanti 6 la Glorificazione di Cristo e di Maria sua Madre.
L'esempio del monaco tedesco ebbe largo seguito. Il sec. XV vide proliferare molti Salteri di questo genere. Le finali dell'Ave Maria, che era recitata ancora a metà raggiunsero numeri altissimi, come 300, variando di zona in zona a seconda delle varie devozioni particolari.
Nel 1483 vennero aggiunti il nome di Gesù e l'Amen finale con la diffusione della seconda parte dell'Ave Maria.
Contemporaneamente a Domenico di Prussia, il Beato Alano de la Roche (o de la Rupe, 1428-1478) diffuse straordinariamente il Salterio Mariano che in quel tempo cominciò a chiamarsi il "Rosario della Beata Vergine Maria". Lo fece attraverso la predicazione e soprattutto attraverso le Confraternite mariane da lui fondate. Lo stesso Alano de la Roche parlerà di Rosario vecchio e Rosario nuovo, volendo distinguere tra il semplice Salterio delle Ave e il Salterio incorporato nella meditazione dei Misteri, proposti ordinatamente in una triplice divisione (Incarnazione, Passione e Morte di Cristo, Gloria di Cristo e di Maria).
Il Beato Alano, frate dell’Ordine dei Predicatori, nel libro "De Dignitate psalterii" racconta che nel 1214 S. Domenico "si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto e la Vergine Santa gli apparve allora accompagnata da tre principesse del cielo e gli disse: "Sai tu, mio caro Domenico, di quale arma si servi la SS. Trinità per salvare il mondo?" - "Signora mia, le rispose, tu fosti lo strumento principale della nostra salvezza". Lei soggiunse: “Sappi che l'arma più efficace è stato il Saluto Angelico, che è il fondamento della nuova alleanza; perciò, se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio Salterio.”
Come fecero altri santi, tra i quali S. Luigi de Montfort, S. Domenico trascorse tutto il resto della sua vita predicando il Rosario con l'esempio e con la parola, ottenendo molte grazie per sé stesso e per le persone che riuscì a convertire
Diffondendosi in mezzo al popolo il Rosario si semplificò ulteriormente quando nel 1521 il domenicano Alberto de Castello ridusse questi misteri scegliendone 15 principali da proporre alla meditazione dei devoti del Salterio Mariano, concependo le relative finali come semplici commenti al mistero o richiami mnemonici lungo la recita delle ave.
Dopo il Concilio di Trento e dopo i documenti papali che approvarono questo tipo di preghiera, il Rosario ha conservato questa suddivisione in 15 misteri e si è diffuso in tutto il mondo, specialmente tra le popolazioni più povere e le persone che più hanno avvertito il bisogno di pregare la Madonna.
Nacque così la devozione alla Corona del Rosario, promotori di questa devozione sono stati i Domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternite del Rosario (fondate dal 1470), delle Confraternite del Rosario Perpetuo (Ora di Guardia), fondata nel 1630 dal Padre Timoteo de' Ricci, e la Confraternita del Rosario Vivente, fondta nel 1826 dalla terziaria domenicana Pauline-Marie Jaricot.
Fu un Papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di "breviario del popolo", da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare.
Con la sua autorità e col suo prestigio personale, S. Pio V riuscì ad imporre una tregua nelle risse casalinghe degli Stati europei e a spingerli in "Santa Alleanza" per arginare la minacciosa avanzata dei Turchi. Nella domenica del 7 ottobre del 1571 la flotta cristiana inflisse nelle acque di Lepanto una sconfitta definitiva a quella turca. Quel giorno stesso Pio V, che non disponeva dei rapidi mezzi di comunicazione attuali, ordinò di suonare le campane di Roma invitando i fedeli a ringraziare Dio per la vittoria ottenuta.
Per commemorare il successo, Pio V istituì la Festa della “Madonna della Vittoria” da tenersi il 7 ottobre, fu il suo successore, Gregorio XIII a trasformarla nella festa della “Madonna del Rosario”. La festa venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da S. Pio X nel 1913.
Il culto della Vergine del Rosario ebbe una nuova diffusione sul finire del XIX secolo quando Bartolo Longo, terziario Domenicano, iniziò la sua opera col catechismo e il Rosario tra le popolazioni delle campagne di Pompei. Il quadro della Vergine del Rosario, che Bartolo Longo definiva “strumento per iniziare uno dei più grandi piani della divina misericordia”, giunto a Pompei il 13 novembre 1875 ed esposto nella cadente parrocchia della malfamata valle, portò un soffio di vita nuova.
L’eco dei miracoli e la forte devozione dei fedeli fecero in modo che in breve tempo Pompei divenne un centro di pellegrinaggio tra i più amati dove incontrare la Vergine Maria nella preghiera.
La festa della Madonna di Pompei viene celebrata l’8 maggio, la prima domenica di ottobre invece è dedicata alla recita della Supplica alla regina delle Vittorie, scritta dal B. Bartolo Longo.
Nell'anno 2002, Giovanni Paolo II con la lettera Apostolica "Rosarium Virginis Mariae", ha aggiunto ai 15 misteri tradizionali 5 nuovi Misteri della Luce, proclamando il 2003 l'Anno del Rosario.

 

 

 

8 settembre 2025

Preghiera alla Vergine di Tutte le Grazie Regina di Monte Fileremo

Vergine Santissima, Madre di tutte le grazie, noi salutiamo e ringraziamo Voi, che per tanti secoli voleste porre il Vostro trono di misericordia sopra le rovine dei templi pagani, nell’isola delle rose sulla cima di Monte Fileremo, scegliendo una vetta già dalla natura foggiata ad altare, al centro del mare Mediterraneo per dimostrarci che di lassù Volevate vigilare e proteggere tutti i popoli dei tre antichi continenti, che offrirono i primi fedeli alla Santa Religione del Vostro Divin Figliuolo Gesù. I Vostri occhi, colmi di tenerezza, ci assicurano una continua, materna assistenza e promettono l’aiuto divino a quanti, sia pur da lontano, Vi chiamano in loro soccorso. Voi siete veramente la nostra dolce Regina e la nostra speranza. Aiutate, o Vergine Santissima, la nostra volontà a tenerci lontani dal peccato e dall’indifferenza per essere degli di chiamarVi sempre Madre. Benedite specialmente la nostra Patria, che vogliamo benefica nella pace e amata fra tutte le genti. Benedite le nostre case, il nostro lavoro, il nostro riposo, le nostre giuste aspirazioni di bontà, di bene e di umano progresso nella universale concordia. Aiutate chi non ha sostegno e chi non ha pane, coloro che si trovano in pericolo e in tentazione, nella tristezza e nello scoraggiamento, in malattia o in punto di morte. Benedite con uno stesso gesto materno gli innocenti e i colpevoli, i credenti e i dubbiosi, per rammentare a tutti che sono e devono riconoscersi per figli di Dio e figli Vostri, affratellati dal sangue di Gesù e dal Vostro tenerissimo amore. Madre della Grazia Divina, Prega per noi.

Tre Ave e Salve Regina
La Vergine di Fileremo, Patrona dell'Ordine di Malta viene festeggiata l'8 settembre.

21 agosto 2025

Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo.
Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore.
Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
AVE MARIA

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo.
Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
AVE MARIA

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
AVE MARIA

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo.
Amen.
SALVE REGINA

 

Giuramento di S. Alfonso

Giuramento di S. Alfonso, pronunciato dal Santo in occasione della sua laurea come era abitudine nelle università del regno:
Io, Alfonso Maria de Liguori, umilissimo servitore di Maria sempre Vergine Madre di Dio, prostrato ai piedi della Divina Maestà in presenza dell’ineffabile Trinità dell’unico Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, prendendo a testimoni tutti gli abitanti della Gerusalemme celeste, credo fedelmente con lo spirito, abbraccio veramente col cuore e proclamo fermamente con la bocca che tu, Madre di Dio sempre Vergine, tu sei stata oggetto da parte dell’onnipotente Iddio di un privilegio assolutamente unico: sei stata interamente preservata da ogni macchia di peccato originale, fin dal primo istante della tua concezione, cioè dal momento dell’unione del tuo corpo con la tua anima. In pubblico e in privato, fino all’ultimo respiro della mia vita, insegnerò questa dottrina e mi l impegnerò con tutte le mie forze affinché tutti gli altri la ritengano e l’insegnino. Così attesto, così prometto, così giuro e che Dio mi aiuti e questi santi Vangeli ”.
Dopo anni rinnoverà il suo giuramento nella Devozione alla Vergine Immacolata:
Ah mia immacolata Signora, io mi rallegro con voi di vedervi arricchita di tanta purità. Ringrazio e propongo di sempre ringraziare il comun Creatore, per avervi preservata da ogni macchia di colpa, com’io tengo per certo, e per difender questo vostro sì grande e singolar privilegio della vostra immacolata Concezione, son pronto e giuro di dar, se bisogna, anche la mia vita"

Il Culto di S. Anna a Taranto

Il Culto di S. Anna fu portato nella città bimare verso la metà del XIX secolo quando trasferitosi da Martina Franca a Taranto giunse Donato Solito, devoto della Santa che cominciò ad accendere una lampada votiva di fronte al quadro che si trovava nella Chiesa di S. Anna in Civitanova.
Questa era una chiesetta alle dipendenze dal Capitolo Metropolitano, donata allo stesso capitolo dall'Arcivescovo Gualterio III nel lontano 1298, quando era denominata “San Nicola in Civitanova”. La Chiesa mantenne questa denominazione fino al 1784, successivamente cambiò il nome in Chiesa di S. Anna in Civitanova e così viene menzionata nella Visita Pastorale del 1856 effettuata da Mons. Rotondo.
In questa circostanza viene menzionata la Statua di S. Anna, vestita in una nicchia e le statue di S. Omobono e della Madonna del riparo.
La statua di S. Omobono era in legno e di fattura veneziana, proveniva dalla Chiesa di S. Nicola alla piazza che esisteva dietro l'orologio pubblico, chiusa nel 1886 per il crollo del tetto e trasformata in casa privata.
La statua della Madonna del Riparo, proveniente dalla medesima Chiesa, era con il vestito e rappresentava Maria che con il Suo manto dona riparo e protezione ad una Santa Bambina.
Veniva portata in Processione insieme a S. Omobono in una delle domeniche di agosto.
In seguito, fu trasferita nella Chiesa della SS. Trinità e, alla chiusura di questa custodita da una famiglia privata per anni, quando riapparve a Massafra nella Chiesa dei Ss. Medici.
Nel frattempo, la devozione alla Santa Madre della Vergine Maria crebbe, grazie all'opera di Vito Solito, figlio di Donato, che si adoperò per la costruzione della nuova Statua della Santa che, grazie al contributo delle offerte dei fedeli, fu completata nel 1914 in legno dallo scultore Saverio Oliva.
In seguito, su iniziativa dei fedeli, vennero sostituite le mani e la testa con altre commissionate a Napoli perchè quelle vecchie non erano considerate degne.
Era tempo ormai che i festeggiamenti si solennizzassero e sulla fine del secolo cominciò ad effettuarsi la processione per le vie della città nella giornata del 26 luglio, giorno in cui accorrono i fedeli per sciogliere i propri voti.
Spettò al figlio di Vito, il Canonico del Capitolo Metropolitano Mons. Francesco Solito, in continuità con l'opera del padre e del nonno, perseverare alla divulgazione del culto; infatti, sotto la sua cura sorse la Pia Associazione delle Figlie di S. Anna, con decreto di Mons. Cecchini datata 29-11-1904, che per volere della Superiora Generale del benemerito Istituto e con l'approvazione della Curia mutò il nome di Pia Associazione delle Ancelle di S. Anna.
La Chiesa, ormai fatiscente fu demolita nel 1913 e ricostruita fino al 25 marzo 1915 quando fu riaperta al culto.
Sull'altare vengono create tre nicchie in cui trovano collocazione la Statua di S. Anna, di S. Omobono e di S. Gioacchino, fatta costruire per l'occasione dal cartapestaio leccese Sacquegna.
Sulla volta un grande quadro con S. Anna in gloria.
Da anni la Chiesa vede le preghiere delle mamme tarantine e delle donne in attesa che si abbandonano fiduciosi all’intercessione della Santa. Durante i festeggiamenti viene distribuito un abitino che le gestanti indossano come segno di devozione.
Con l'avvento del dinamico Parroco di S. Domenico d. Angelo Mele, la cura della Chiesa passa alla Parrocchia di San Domenico che ne perpetua la solennità della festa con la Processione e con la benedizione delle mamme e dei bambini.
Divenuta rettoria la Chiesa di San Domenico nel 2000, l’organizzazione della Processione passa alla Confraternita del Nome di Dio che ha sede nella stessa Chiesa di San Domenico.
La Chiesa è stata interessata da due interventi di restauro nel 2006 e nel 2025, anno in cui fu donata una nuova veste alla statua di S. Anna e che ha visto per la prima volta uscire in Processione anche la statua di S. Gioacchino.

 

 

 

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