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Visualizzazione dei post da 2026

Preghiera all'Addolorata

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O Dio, nella tua passione una spada di dolore ha trafitto, secondo la profezia di Simeone, l’anima dolcissima della gloriosa Vergine e Madre Maria: concedi a noi, che veneriamo con devozione i suoi dolori, di ottenere il frutto felice della tua passione. Santa Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

I sette dolori della Vergine Addolorata

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  SETTE DOLORI DELLA B.V. ADDOLORATA   Nel Nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo Amen ! Ti Lodiamo e ti Benediciamo Signore Perché nell’Opera della nostra Salvezza hai associato la Vergine Madre al Figlio sofferente. Contempliamo il tuo Dolore, Santa Maria. Per seguirti nel cammino faticoso della Fede.   Atto di Costrizione. Afflittissima Vergine Addolorata! Noi siamo indifferenti verso il nostro Dio. Con quanta indifferenza abbiamo corrisposto ai suoi innumerevoli benefici. Afflitti nel nostro cuore e dolenti nella nostra anima chiediamo umilmente perdono al Signore per aver oltraggiato la sua infinita bontà, con l’intenzione di non offenderlo mai più. Deh! O Vergine Santissima! A Te, che hai sopportato il dolore per la crudele passione del Tuo amato Figlio, ti preghiamo perché interceda presso Dio affinché doni pietà e misericordia a noi umili peccatori. Gradisci Oh! Vergine Addolorata questo Santo Esercizio che ci accingiamo a compiere, a memoria di quelle...

I Misteri del Santo Rosario

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Misteri della gioia  (da recitare lunedì e sabato) L'annuncio dell' Angelo a Maria. La visita di Maria a Elisabetta. La nascita di Gesù a Betlemme. La presentazione di Gesù al Tempio. Il ritrovamento di Gesù nel Tempio. Misteri della luce (da recitare giovedì) Il battesimo di Gesù al Giordano. L'auto-rivelazione di Gesù alle nozze di Cana. L'annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione. La trasfigurazione di Gesù sul Tabor. L'istituzione dell'Eucaristia. Misteri del dolore (da recitare martedì e venerdì) Gesù nell'orto degli ulivi. Gesù flagellato alla colonna. Gesù è coronato di spine. Gesù sale al Calvario. Gesù muore in Croce. Misteri della gloria  (da recitare mercoledì e domenica) Gesù risorge da morte. Gesù ascende al cielo. La discesa dello Spirito Santo. L'assunzione di Maria al cielo. Maria, Regina del cielo e della terra. Come recitare il Rosario: Si fa il segno della croce dicendo: "O  Dio vieni a salvarmi. Signore, vieni...

Il canto del Tota pulchra

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Il Tota Pulchra è un antico inno cristiano dedicato a Maria risalente al IV secolo, unisce alcune antifone medievali tratte dalla Bibbia per celebrare l'Immacolata Concezione, viene cantato sopratutto durante la Novena e la esta dell' 8 dicembre. Il testo è tratto dal Cantico dei Cantici (" Tota pulchra es ") e dal Libro di Giuditta (" Tu gloria Jerusalem "), la melodia gregoriana attuale è nata intorno al XIV sec. Si è diffuso o nella devozione popolare grazie ai francescani , grandi sostenitori del Dogma dell'Immacolata che usavano cantarlo durante le loro predicazioni e le loro cerimonie per evangelizzare i fedeli con la ripetizione della melodia semplice. Fu il B. Giovanni Duns "Scoto" ad aggiungere il termine " originalis " alle parole del Cantico dei Cantici. In un periodo in cui il Dogma dell'Immacolata non era ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa ed era continuamente messo in discussione, cantare il Tota Pulchra  era...

Canti alla Madonna del Carmine

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Fiore del Carmelo Fiore del Carmelo, fiorente vite, spledor del cielo, tu solamente Sei Vergine Madre, sei Vergine Madre, sei Vergine Madre, prega con noi, prega per noi. Madre mite, pura nel cuore, ai figli tui sii propizia: Stella del mare, stella del mare, stella del mare, prega con noi, prega per noi.   Ceppo di Jesse che il fior produce a noi concedi di rimanere. Sempre con te, sempre con te, sempre con te, nostra Sorella, nostra Sorella.   Giglio fiorito, divin profumo la Sposa amata del suo Signore, ama con noi, ama con noi, ama con noi, Madre di tenerezza, Madre di tenerezza. Dono tuo, Maria, lo scapolare, segno di vita in Cristo sui tuoi fratelli. Credi con noi, credi con noi, credi con noi, discepola del Signore, discepola del Signore. Nell’incertezza donaci consiglio, nella sventura consolazione. Spera con noi, spera con noi, spera con noi, Vergin fedele, Vergin fedele. Madre e Signora, del Monte Carmelo, specchio di Bellezza, dell’umil Figlio. Splendi su noi, splen...

Preghiera alla Madonna del perpetuo soccorso

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O Vergine del Perpetuo Soccorso,  Santa Madre del Redentore; soccorri il tuo popolo, che anela a risorgere. Dona a tutti la gioia di camminare nella consapevole ed attiva solidarietà  con i più poveri, annunciando in modo nuovo e coraggioso il Vangelo del Tuo Figlio, fondamento e culmine di ogni umana convivenza, che aspira ad una pace vera, giusta e duratura. Come il Bambino Gesù, che ammiriamo in questa venerata icona, anche noi vogliamo stringere la tua destra. A Te non manca né potenza, né bontà per soccorrerci in ogni necessità ed in ogni bisogno. Quella attuale è l’ora tua! Vieni, dunque, in nostro aiuto e sii per tutti rifugio e speranza. Amen ! San Giovanni Paolo II

La madonnina della Creta, Patrona dei Moticiclisti

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Il Santuario della Beata Vergine della Creta si trova a Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria e vide origine nel 1631, con la costruzione di una piccola cappella in ringraziamento per la fine della peste, e che custodiva al suo interno un quadro della Beata Vergine del Santuario di Crea. Nel 1764 la cappellina, ormai in uno stato di degrado, fu demolita ma i fedeli vollero continuare ad andare in pellegrinaggio in quel luogo dove fu costruita una croce lignea e un alto pilone con un dipinto raffigurante la Madonna della Creta. In seguito, fu edificata una chiesetta tra il 1802 e il 1848 ed alla fine del ‘800 si arrivò alla costruzione del santuario, inaugurato nel 1905. Nel dopoguerra il Santuario divenne il centro della devozione dei motociclisti italiani che videro nella Madonnina della Creta la loro protettrice. Un passaggio fondamentale in questa crescita fu l'8 settembre 1946, quando Castellazzo ospitò il primo "Convegno Motociclistico Internazionale della Madon...

Inno a S. Antonio

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Se vuoi aver miracoli  ricorri a S. Antonio per Lui i morbi fuggono  la lebbra ed il demonio. I venti, il mar si calmano  di S. Antonio ai cenni. Rendete, o vecchi, o giovani, onori a Lui solenni.  O grande eroe di Padova  per te sorgono i morti:  in liete ognor si cangiano  per te le avverse sorti. D'Antonio il nome invocano  smarriti i viandanti,  e salvi dai pericoli  sciolgono devoti canti. Chi vuol trovar sollecito  il ben che avrà perduto  si volga a S. Antonio  e cerchi a Lui aiuto. Chi geme in duri vincoli,  oppresso da disgrazie,  ricorra a S. Antonio  e tutte avrà le grazie. Prega per noi, o S. Antonio, acciocché siam fatti degni delle promesse di Gesù.

Tantum ergo

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Tantum ergo Sacraméntum Venerémur cérnui; Et antíquum documéntum Novo cedat rítui. Præstet fides suppleméntum Sénsuum deféctui. Genitóri, Genitóque Laus et iubilátio; Salus, honor, virtus quoque Sit et benedíctio. Procedénti ab utróque Compar sit laudátio.  Amen. Un sì gran sacramento; adoriamo, dunque, prostrati l'antica legge ceda al nuovo rito, e la fede supplisca al difetto dei nostri sensi. Gloria e lode, salute, onore, potenza e benedizione al Padre e al Figlio: pari lode abbia Colui che procede da entrambi. Amen. Il Tantum Ergo è un inno liturgico composto dalle ultime due strofe del Pange Lingua, composto da San Tommaso d'Aquino per la celebrazione della solennità del Corpus Domini.

Ecce panis Angelorum

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Ecce panis Angelórum, Factus cibus viatórum: Vere panis filiórum, Non mitténdus cánibus. In figúris præsignátur: Cum Isaac immolátur, Agnus Paschæ deputátur, Datur manna pátribus. Bone Pastor, Panis vere, Jesu, nostri miserére, Tu nos pasce, nos tuére, Tu nos bona fac vidére In terra vivéntium. Tu, qui cuncta scis et vales, Qui nos pascis hic mortáles, Tuos ibi commensáles, Coherédes et sodáles Fac sanctórum cívium.  Amen. Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non va gettato ai cani. Con i simboli è annunziato: in Isacco dato a morte, nell’agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei vivi. Tu che tutto sai e puoi: che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi eredi alla tavola del cielo, nella gioia dei tuoi santi.  Amen.

Salve dell' Umbria

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Inno a Santa Rita Salve dell’Umbria – eletto fiore, del popol nostro – gioia ed onore, ai tuoi devoti – implora aita, o Santa Rita I voti nostri – dal Ciel seconda, su noi prosegui – l’opra feconda dall’ape industre – già presagita, o Santa Rita Qual tra le spine – cresce la rosa e i suoi profumi – dà generosa, fu tutta un balsamo – l’aspra tua vita, o Santa Rita

La Festa della Regina Apulia a Molfetta

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Il IV venerdì del mese di maggio si celebra la Festa della Regina Apuliae. Il dipinto si trova nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese e fu donato dal Santo Padre Pio XII. Si tratta di un autentico affresco riportato su tela, risalente al secolo XIV e presumibilmente di Scuola Romana, ancora sotto l’influsso bizantino. La sacra immagine, restaurata nel 1925 nei laboratori della Pinacoteca Vaticana, dopo essere appartenuta al Convento delle monache di San Cosimato in Trastevere, poi alla Sagrestia dello Cappella Paolina e alla Floreria Apostolica, fu destinata alla Chiesa del Seminario e intronizzata nella sua Cappella l’8 Dicembre 1942 E' molto venerato a Molfetta, in particolare da tanti sacerdoti che hanno studiato nel Pontificio Seminario che lo ricordano sempre con affetto. PREGHIERA O Stella della Sera,  lampada d’oro fino,  accesa per chi spera  nel Figlio tuo divino.  Preghiera di chi nasce,  conforto di chi muore, guida al gregge che pasc...

Victimae paschali

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  Victimae pascháli láudes ímmolent Christiáni. Agnus redémit óves: Crístus ínnocens Pátri reconciliávit peccatóres. Mors et víta duéllo conflixére mirándo: dux vítae mórtuus, régnat vívus. Dic nóbis María, quid vidísti in vía? Sepúlcrum Chísti vivéntis, et glóriam vídi resurgéntis: angélicos téstes, sudárium et véstes. Surréxit Chrístus spes méa: pracédet súos in Galilaéam. Scímus Chrístum surrexísse a mórtuis vere: tu nóbis, víctor Rex, miserére. Amen. Alleluia. Alla Vittima pasquale i cristiani offrano lodi. L'Agnello ha redento le pecorelle: Cristo innocente ha riconciliato i peccatori con il Padre. La morte e la vita si sono battute in uno stupefacente duello: il signore della vita, morto, vivo regna. Dicci, Maria, che hai veduto per via? "Ho visto il sepolcro di Cristo vivente e la gloria di lui risorto. Gli angeli testimoni, il sudario e le vesti. È risorto Cristo, mia speranza: precederà i suoi in Galilea." Sappiamo che Cristo è veramente risorto dai morti: tu, o ...

Regina coeli

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Regína coeli laetáre, allelúia. - Quia quem merúisti portáre, allelúia. Resurréxit, sicut dixit, allelúia. - Ora pro nobis Deum, allelúia. Gaude et laetáre, Virgo María, allelúia. - Quia surréxit Dominus vere, allelúia. Orémus. Deus, qui per resurrectiónem Filii tui Dómini nostri Iesu Christi mundum laetificáre dignátus es, praesta, quǽsumus, ut per eius Genetrícem Virginem Maríam perpétuae capiámus gáudia vitae. Per Christum Dóminum nostrum. Amen Regina dei cieli, rallegrati, alleluia. - Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia. - Prega il Signore per noi, alleluia. Rallegrati, Vergine Maria, alleluia. - Il Signore è veramente risorto, alleluia. Preghiamo. O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore, Amen. 👉 Leggi qui la storia del Regina Coeli  

Le antiche perdonanze della Diocesi di Oria

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Le perdonanze che si tengono nella Diocesi di Oria nel periodo che va dalla domenica di Pasqua all’ascensione discendono direttamente dall’antico rito delle Rogazioni , Processioni che si tenevano in passato per invocare la benedizione sui campi, abolite con il Concilio Vaticano II. Di origini antichissime, furono istituite nella prima metà del XVIII secolo dal vescovo di Oria Giambattista Labanchi , che concesse ai partecipanti a questi riti l'indulgenza plenaria. Si comincia 11 giorni dopo la Pasqua presso il Santuario di Santa Lucia ad Erchie e si susseguono nei giovedì successivi presso la Chiesa della Madonna della Scala e nella Cripta di San Mauro che si trova all’interno del convento di S. Antonio in Oria. Il quarto giovedì è dedicato ai Santi Medici e ci si reca in Pellegrinaggio presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia, in questa circostanza la sera nella città di Oria si tiene la Processione con i simulacri dei Santi Medici Cosma e Damiano e dei fratelli Antimo...

La Settimana Santa a Taranto

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I Riti della Settimana a Santa sono l’appuntamento più importante per la religiosità popolare della città di Taranto, che in quei giorni riscopre la propria anima identitaria unendosi attorno alle Confraternite che da secoli custodiscono la memoria dei Sacri Riti con impegno e passione durante tutto l’anno. I Sodalizi che organizzano i Sacri Riti sono la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine. I Confratelli partecipano con il cappuccio calato sul volto e con un passo molto letto e cadenzato, detto “nazzecata”, un lento oscillare del corpo che rende l’avanzare della processione estremamente solenne e crea un forte contrasto con la frenesia del mondo circostante. La colonna sonora dei Riti della Settimana Santa tarantina sono certamente le celebri marce funebri, componimenti per banda caratterizzati da tempi lenti e melodie solenni che ben si uniscono alle atmosfere di mestizia che caratterizzano i Sacri Riti. La Domenica...

Gesù mio, con dure funi

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Gesù mio, con dure funi, come reo chi ti legò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la bella faccia, chi crudele ti schiaffeggiò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, di fango e sputi, il bel volto chi t’ imbrattò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, le belle carni, chi spietato ti flagellò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la nobil fronte, chi di spine t’incoronò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, sulle Tue spalle, chi la Croce ti caricò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la dolce bocc...

O fieri flagelli

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O fieri flagelli che al mio Redentore Le carni squarciate con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O spine crudeli che al mio Redentore La testa pungete con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O chiodi spietati che al mio Redentore Pie’ e man trapassate con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O lancia tiranna che al mio Redentore In fianco trafiggi con tanto dolore Ti b...

Tuppe tuppe

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LAUDE PER L'ARRESTO DI GESU' Tuppe tuppe U Venerdia Sande A Madonne se pose u mande  No aveve cu ci scire E sola sola se ne partije.  Camminoje e camminoje, San Pietre nnanze se truvoje.  Ce Je Marie ca sembe chiange?  Hagghie perse u figghie mije. Tu lè perse, je lhagghie acchiate Va jndre a ccase de Pilate Tuppe tuppe! Ci è alla porte? J so, Maria la sbendurate.  Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate  Famme fa nu pare de chiueve ma no lluenghe no suttile  pe trapanà carna gintile, pe trapanà carna de Sande. Quedda zinghera maledette Le fece luenghe strette,  Gesù Criste la maledicije, cu sembe sperte cu ddigghia scire Ce me de nu poche dacque. No ssacce né ffundanè manghe le strade  No llagghie maje camenate. Ce tincrinave nu picca cape a nennarella thagghia daje Tuppe tuppe! Ci è alla porte?  J so, Maria la sbendurate.  Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate Sulle note della marcia funeb...

I canti della Via Crucis

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Durante il periodo di Quaresima nelle Chiese di Taranto si rivive l’antico rito della Via Crucis. L’Arciconfraternita del Carmine e la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico, antichi custodi dei Riti della Settimana Santa Tarantina, svolgono il Pio esercizio nelle loro sedi la sera della domenica in celebrazioni molto seguite da fedeli e appassionati. I confratelli, in abito di rito, girano per la Chiesa portando la Croce e le candele fermandosi ad ogni stazione in un’atmosfera coinvolgente, carica di pathos.  I canti eseguiti sono stati composti dal frate francescano Serafino Marinosci su versi attribuiti al Metastasio e rievocano la Passione di Cristo. CANTO DI INTRODUZIONE Teco vorrei Signore,     oggi portar la croce,    nella tua doglia atroce    io ti vorrei seguir.    Ma troppo infermo e lasso donami, tu coraggio, acciò nel mesto viaggio, non m'abbia da smarrir. Tu col prezioso Sangue  vammi segnando i ...

Gesù bambino di Betlemme

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L’immagine molto amata del Gesù bambino di Betlemme, con la dolcezza delle sue mani poste sotto il viso e della sua posa riconoscibile è collocata durante l’anno sotto l’altare della Cappella dell’Immacolata Concezione nella Chiesa di S. Caterina a Betlemme. Ogni anno, nella notte di Natale viene portata nella Grotta della Natività e adagiata sulla stella d’argento. Dopo essere stata adagiata viene coperta da un lenzuolo e vengono recitati i versi del Vangelo di Luca, quindi viene posta nella mangiatoia dove resterà fino alla vigilia dell’Epifania. La statua venne commissionata da Padre Gabino Montorio nel 1921 in un laboratorio artistico di Barcellona (Casa Viuda de Reixach) insieme ad una immagine di Gesù bambino seduto in trono gotico con i piedi appoggiati su due cuscini rossi ornati da frange d’oro, con una mano benedicente e l’altra recante un globo azzurro coronato da una croce. L’immagine, della misura di circa 50 cm., fu consegnata alla custodia di ...