21 luglio 2026
Canti alla Madonna del Carmine
14 luglio 2026
La statua di Santa Rosalia nel Santuario di Monte Pellegrino a Palermo
29 giugno 2026
La statua di San Pietro in Vaticano
27 giugno 2026
Preghiera alla Madonna del perpetuo soccorso
25 giugno 2026
La statua di San Paolo a Palazzolo Acreide
19 giugno 2026
La madonnina della Creta, Patrona dei Moticiclisti
Il Santuario della Beata Vergine della Creta si trova a Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria e vide origine nel 1631, con la costruzione di una piccola cappella in ringraziamento per la fine della peste, e che custodiva al suo interno un quadro della Beata Vergine del Santuario di Crea.
Nel 1764 la cappellina, ormai in uno stato di degrado, fu demolita ma i fedeli vollero continuare ad andare in pellegrinaggio in quel luogo dove fu costruita una croce lignea e un alto pilone con un dipinto raffigurante la Madonna della Creta.
In seguito, fu edificata una chiesetta tra il 1802 e il 1848 ed alla fine del ‘800 si arrivò alla costruzione del santuario, inaugurato nel 1905.
Nel dopoguerra il Santuario divenne il centro della devozione dei motociclisti italiani che videro nella Madonnina della Creta la loro protettrice.
Un passaggio fondamentale in questa crescita fu l'8 settembre 1946, quando Castellazzo ospitò il primo "Convegno Motociclistico Internazionale della Madonnina dei Centauri".
La partecipazione fu numerosa, tanto che il 6 marzo 1947 Papa Pio XII con una Solenne bolla papale conferì alla Madonna della Creta, venerata nel Santuario di Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria, il titolo di Patrona dei Centauri, e da allora, ogni seconda domenica di luglio, vi ha sede il "Raduno Internazionale Madonnina dei Centauri".
Oggi, il Santuario dedicato alla Madonnina dei Centauri continua a essere un punto di riferimento per i motociclisti di tutto il mondo, al suo interno si trovano numerosi ex-voto che i centauri offrono alla loro protettrice in segno di ringraziamento e devozione.
Devozione a Taranto
Il 25 Aprile 2022, un gruppo di motociclisti, dopo aver ricevuto la benedizione dei caschi nella Basilica Cattedrale di Taranto si è recato in corteo verso il Santuario della Madonna della Salute per affidare alla Confraternita dell'Immacolata una copia della Venerata Immagine della Madonna della creta che da quel giorno il Sodalizio conserva nella sua sede.
PREGHIERA
Madonnina dei Centauri,
che da questo Santuario stendi su tutti noi il tuo benevolo manto,
proteggici dalle insidie della strada,
con ogni tempo e sotto qualunque latitudine.
Beata Vergine Maria,
aiutaci affinché il nostro comportamento
sia sempre di buon esempio a tutti:
sulla strada come veri sportivi e nella vita
come operatori di fratellanza e concordia universale.
Sorreggici nelle nostre debolezze e concedici di vivere da forti testimoni della fede,
per raggiungerti in Paradiso a godere,
benedire e amare per sempre il tuo Gesù.
Amen.
14 giugno 2026
Inno a S. Antonio
8 giugno 2026
Tantum ergo
Ecce panis Angelorum
1 giugno 2026
La Materdomini di Laterza
Il Gesù del Getsemani di Pestum
23 maggio 2026
Salve dell' Umbria
22 maggio 2026
La Festa della Regina Apulia a Molfetta
La sacra immagine, restaurata nel 1925 nei laboratori della Pinacoteca Vaticana, dopo essere appartenuta al Convento delle monache di San Cosimato in Trastevere, poi alla Sagrestia dello Cappella Paolina e alla Floreria Apostolica, fu destinata alla Chiesa del Seminario e intronizzata nella sua Cappella l’8 Dicembre 1942
O Stella della Sera,
lampada d’oro fino,
accesa per chi spera
nel Figlio tuo divino.
Preghiera di chi nasce,
conforto di chi muore,
guida al gregge che pasce
per le vie del Signore.
O Madre nostra pia,
ave Maria.
Tu sei la porta d’oro
che schiude il Paradiso,
dei martiri l’alloro,
dei vergini il sorriso.
La tua grazia ti mostra
Benigna a chi t’implora,
e il popolo si prostra
innanzi a te, Signora;
e t’invoca, serena:
gratia plena.
16 maggio 2026
Salus Populi Romani
12 maggio 2026
La Stella Maris di Taranto
Gli otto santi di Ruvo di Puglia
Il busto di Santa Lucia ad Erchie
Il busto reliquiario di Santa Susanna
11 maggio 2026
Il Simulacro di San Cataldo a Taranto
24 aprile 2026
I Santi Medici nel Santuario di San Cosimo alla macchia - Oria
23 aprile 2026
Il busto reliquiario di S. Agata a Catania
Maria SS. Immacolata - Taranto
Maria SS. Addolorata - Taranto
13 aprile 2026
Victimae paschali
Victimae pascháli láudes
ímmolent Christiáni.
Agnus redémit óves:
Crístus ínnocens Pátri
reconciliávit peccatóres.
Mors et víta duéllo
conflixére mirándo:
dux vítae mórtuus, régnat vívus.
Dic nóbis María,
quid vidísti in vía?
Sepúlcrum Chísti vivéntis,
et glóriam vídi resurgéntis:
angélicos téstes,
sudárium et véstes.
Surréxit Chrístus spes méa:
pracédet súos in Galilaéam.
Scímus Chrístum surrexísse
a mórtuis vere:
tu nóbis, víctor Rex, miserére.
Amen. Alleluia.
Alla Vittima pasquale
i cristiani offrano lodi.
L'Agnello ha redento le pecorelle:
Cristo innocente ha riconciliato
i peccatori con il Padre.
La morte e la vita
si sono battute in uno stupefacente duello:
il signore della vita, morto, vivo regna.
Dicci, Maria, che hai veduto per via?
"Ho visto il sepolcro di Cristo vivente
e la gloria di lui risorto.
Gli angeli testimoni,
il sudario e le vesti.
È risorto Cristo, mia speranza:
precederà i suoi in Galilea."
Sappiamo che Cristo
è veramente risorto dai morti:
tu, o re vittorioso, abbi pietà di noi.
Amen.Alleluia.
Il Victimae Paschali è una sequenza che tradizionalmente viene cantata nella solennità di Pasqua e, facoltativamente, nell'ottava.
La composizione, ritenuta dell'XI secolo, viene tradizionalmente attribuita al monaco Wippone, cappellano dell'imperatore Corrado II, ma è stata anche attribuita ad altri, quali l'abate Notker Balbulus, Roberto II di Francia detto il Pio, il compositore di inni latini Adamo di San Vittore.
Insieme ad altre quattro sequenze medievali Victimae Paschali Laudes è tra quelle che sono state preservate nel Missale Romanum pubblicato nel 1570 in seguito al Concilio di Trento svoltosi tra il 1545 e il 1563. Le altre sequenze sono il Dies irae, Lauda Sion Salvatorem, lo Stabat Mater (tolto e poi reinserito) e Veni Sancte Spiritus.
Le cinque sequenze sono state ancora mantenute dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ed attualmente in uso nella Chiesa cattolica.
Regina coeli
11 aprile 2026
Le antiche perdonanze della Diocesi di Oria
Le perdonanze che si tengono nella Diocesi di Oria nel periodo che va dalla domenica di Pasqua all’ascensione discendono direttamente dall’antico rito delle Rogazioni, Processioni che si tenevano in passato per invocare la benedizione sui campi, abolite con il Concilio Vaticano II.
Di origini antichissime, furono istituite nella prima metà del XVIII secolo dal vescovo di Oria Giambattista Labanchi, che concesse ai partecipanti a questi riti l'indulgenza plenaria.
Si comincia 11 giorni dopo la Pasqua presso il Santuario di Santa Lucia ad Erchie e si susseguono nei giovedì successivi presso la Chiesa della Madonna della Scala e nella Cripta di San Mauro che si trova all’interno del convento di S. Antonio in Oria.
Il quarto giovedì è dedicato ai Santi Medici e ci si reca in Pellegrinaggio presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia, in questa circostanza la sera nella città di Oria si tiene la Processione con i simulacri dei Santi Medici Cosma e Damiano e dei fratelli Antimo, Leonzio ed Euprepio. In Processione viene portata anche la statua di San Barsanofio, Patrono della città.
L’ultima perdonanza è dedicata alla Madonna della Croce e si tiene a Francavilla Fontana il giovedì dell’ascensione.
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| Il Santuario di San Cosimo alla Macchia |
30 marzo 2026
La Settimana Santa a Taranto
I Riti della Settimana a Santa sono l’appuntamento più importante per la religiosità popolare della città di Taranto, che in quei giorni riscopre la propria anima identitaria unendosi attorno alle Confraternite che da secoli custodiscono la memoria dei Sacri Riti con impegno e passione durante tutto l’anno.
I Sodalizi che organizzano i Sacri Riti sono la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine.
I Confratelli partecipano con il cappuccio calato sul volto e con un passo molto letto e cadenzato, detto “nazzecata”, un lento oscillare del corpo che rende l’avanzare della processione estremamente solenne e crea un forte contrasto con la frenesia del mondo circostante.
La colonna sonora dei Riti della Settimana Santa tarantina sono certamente le celebri marce funebri, componimenti per banda caratterizzati da tempi lenti e melodie solenni che ben si uniscono alle atmosfere di mestizia che caratterizzano i Sacri Riti.
La Domenica delle Palme
La mattina della Domenica delle Palme vengono benedetti i ramoscelli di ulivo, la sera le Confraternite si riuniscono in assemblea straordinaria per l’assegnazione dei posti per lo svolgimento dei Riti. L’aggiudicazione avviene tramite gara, durante la quale i Confratelli competono presentando la propria offerta.
Il Pellegrinaggio
Alle ore 15 dalla Chiesa del Carmine escono le coppie dei Confratelli che svolgono il loro Pellegrinaggio visitando gli altari della Resurrezione allestiti nelle varie parrocchie della città.
Le poste del Pellegrinaggio vengono dette “di città” se si dirigono verso la città vecchia, “di campagna” se si dirigono verso le Chiese della città nuova, in quanto in passato questa parte di Taranto consisteva di campagne.
Procedendo lentamente svolgono il loro Rito, sono chiamati anche “perdune” i quanto richiamano gli antichi Pellegrini che si dirigevano in Pellegrinaggio per chiedere il perdono dei peccati.
La Processione dell’Addolorata
Allo scoccare della mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo si affaccia sul portale della Chiesa di San Domenico il simulacro dell’Addolorata per ricevere l’abbraccio della città.
Di fronte ad una folla gremita, viene portata giù per la scalinata e si pone sul pendio San Domenico cominciando il suo lento pellegrinaggio per le vie del centro storico e del borgo.
Apre la Processione il Confratello che porta la troccola, al quale spetta il compito di regolare l’andatura, seguito da una coppia di bambini recanti al collo le “pesare”, dalla croce dei misteri e da 15 coppie, dette anche “poste”, di Confratelli intervallati da tre crociferi.
I crociferi procedono a piedi scalzi, senza indossare la mozzetta e portano sulle spalle una croce di legno. Sono in tre a ricordo delle tre cadute di Cristo verso il Calvario.
L’ordine della Processione è affidato a 3 Confratelli detti “mazzieri”
La posta più vicina alla statua della Vergine è detta “trono” in quanto al centro un Confratello porta il bastoncino, simbolo del governo della Confraternita.
Alla fine del corteo, preceduta dal padre Spirituale vi è il Simulacro della Vergine Addolorata.
La statua, di rara bellezza e grande espressività, è posta su una base nera con bordature ed è portata sulle spalle da 4 Confratelli in abito di rito detti “sdangheri” e da altri 4 che sono di supporto chiamate “forcelle”.
Secondo una antica tradizione la Vergina Addolorata vaga per tutta la notte alla ricerca del suo figlio Gesù e per questo percorre le strade della città fermandosi davanti a tutte le Chiese che incontra sul suo precorso.
La Processione dura oltre 14 ore, costantemente seguita da una folla di fedeli e rientra nel pomeriggio di Venerdì Santo quando nella Chiesa comincia l’azione liturgica.
La Processione dei Sacri Misteri
Alle ore 17, dalla Chiesa del Carmine ha inizio la Processione dei Misteri.
Apre il corteo il Confratello che porta la troccola, seguito dal Gonfalone e dalla Croce di misteri.
Intervallati dalle coppie di Confratelli vengono portati in Processione i Simulacri di Gesù nell’Orto, Gesù alla Colonna, Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù morto e dell’Addolorata.
Le statue di Gesù morto e dell' Addolorata, commissionate a Napoli dal nobile Diego Calò, furono donate alla Confraternita del Carmine nel 1765 dal suo erede Francescantonio Calò, andando a dare origine così al primo nucleo intorno al quale nel tempo si è formata l’attuale Processione.
Accanto alla statua del Gesù morto, 4 personalità scelte dalla Confraternita reggono il laccio d’onore.
La Processione attraversa le vie del Borgo Umbertino e, dopo una sosta nella Chiesa di San Francesco di Paola rientra nella Chiesa del Carmine la mattina di Sabato Santo.
Il Troccolante, avvicinandosi lentamente al portone della Chiesa, bussa con il bordone per tre volte e le porte si aprono per accogliere il rientro della Processione.
Al rientro dell’ultima statua, quella della Vergine Addolorata il portone viene chiuso segnando la fine della Settimana Santa Tarantina.
Verrà riaperto la sera quando, così come in tutte le Chiese si celebrerà la Veglia Pasquale per annunciare al mondo che la morte è stata vinta con la resurrezione di Gesù Cristo.
16 marzo 2026
Gesù mio, con dure funi
Gesù mio, con dure funi, come reo chi ti legò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, la bella faccia, chi crudele ti schiaffeggiò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, di fango e sputi, il bel volto chi t’ imbrattò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, le belle carni, chi spietato ti flagellò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, la nobil fronte, chi di spine t’incoronò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, sulle Tue spalle, chi la Croce ti caricò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, la dolce bocca, chi di fiele t’amareggiò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, le sacre mani, chi con chiodi ti trapassò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, quei stanchi piedi, sulla Croce chi ti inchiodò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Gesù mio, l’amante core, con la lancia chi trapassò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
O Maria, quel Tuo bel Figlio, chi l’uccise e tel rubò?
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà.
O fieri flagelli
13 marzo 2026
Tuppe tuppe
LAUDE PER L'ARRESTO DI GESU'
Tuppe tuppe
U Venerdia Sande A Madonne se pose u mande
No aveve cu ci scire E sola sola se ne partije.
Camminoje e camminoje, San Pietre nnanze se truvoje.
Ce Je Marie ca sembe chiange?
Hagghie perse u figghie mije. Tu lè perse, je lhagghie acchiate
Va jndre a ccase de Pilate
Tuppe tuppe! Ci è alla porte? J so, Maria la sbendurate.
Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate
Famme fa nu pare de chiueve ma no lluenghe no suttile
pe trapanà carna gintile, pe trapanà carna de Sande.
Quedda zinghera maledette Le fece luenghe strette,
Gesù Criste la maledicije, cu sembe sperte cu ddigghia scire
Ce me de nu poche dacque. No ssacce né ffundanè manghe le strade
No llagghie maje camenate. Ce tincrinave nu picca cape a nennarella thagghia daje
Tuppe tuppe! Ci è alla porte?
J so, Maria la sbendurate.
Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate
I canti della Via Crucis
16 gennaio 2026
Gesù bambino di Betlemme
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