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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

La Madonnina del Ferruzzi

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Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia. Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo, da autodidatta, i primi rudimenti della pittura. Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova. Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini. Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 1...

Il Crocifisso di San Damiano ad Assisi

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Il crocifisso di San Damiano fu trasferito dalle clarisse nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove è ammirabile tuttora, quando, nel 1257, si trasferirono dalla chiesa di San Damiano. E’ il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Interpretò dapprima la voce del Cristo come una richiesta a favore del restauro fisico della chiesetta di San Damiano e solo pian piano comprese che il Signore lo chiamava a lavorare per la Chiesa tutta. Così ci racconta la Leggenda dei tre compagni (VI-VII-VIII): Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto, il giovane rispose: “Lo farò volentieri, Signore”. Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chie...

Il Crocifisso con tre espressioni

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Ad Assisi, nel meraviglioso convento di San Damiano, celeberrimo è il crocifisso che parlò a San Francesco, anche se in realtà qui è posta una copia, l'originale si trova nella Basilica di Santa Chiara. Meno Conosciuto, ma che ugualmente ispira sacralità è un altro Crocifisso posto in questa Chiesa, che ha la caratteristica di apparire agli occhi dell'osservatore con tre espressioni diverse in base. Il Crocifisso può apparire, in base al punto di osservazione come sorridente, agonizzante o morto. La sua origine è avvolta nella leggenda. Un giorno del 1630 Fra’ Innocenzo da Palermo, umile frate francescano, decise di scolpire un crocifisso in legno di ebano. Lo iniziò dal corpo, a cui riuscì a dare la forma desiderata. E lasciò per ultimo il volto, cioè la parte più difficile della scultura che si era prefissata. Che aspetto dargli? Il frate era colto da indefinibile e profonda perplessità. Una notte si coricò con l’anima appesantita da questa problema, ma quando al mattino si ...

Il trigramma di S. Bernardino da Siena

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Affinché la sua predicazione venisse ricordata, Bernardino la riassumeva nella devozione al Nome di Gesù e per questo inventò un simbolo dai colori vivaci che veniva posto in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro. Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, lo si ritrova in ogni posto dove Bernardino e i suoi discepoli abbiano predicato o soggiornato. Sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne, opera dell’orafo senese Tuccio di Sano e di suo figlio Pietro. Spesso figurava sugli stendardi che precedevano Bernardino, quando arrivava in una nuova città per predicare e sulle tavolette di legno che il santo francescano poggiava sull’altare, dove celebrava la Messa prima dell’attesa omelia, e con la tavoletta al termine benediceva i fedeli. Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso; il simbolo consiste in un sole raggiante in ca...

La Madonna di Loreto di Cannara

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La storia della statua che si venera a Cannara è strettamente legata ad uno dei momenti più drammatici della storia della Santa Casa di Loreto. Siamo nel 1797 e Napoleone entra nella città e fa razzia del tesoro della Santa Casa. Porta via anche la statua della Madonna per esporla come simbolo della superstizione cristiana In queste ore difficili anche l'Arcidiacono della città Ludovico Sensi tradisce i suoi ideali e collabora con i francesi per ottenere la nomina a governatore della città, arrivando perfino a voler demolire la Santa Casa. Ci volle l'insurrezione del popolo, unito nella difesa delle sacre pietre per fargli desistere dal suo terribile proposito. La statua della Madonna fu portata in Francia ed esposta al museo del Louvre catalogato come manufatto in legno orientale di suola egizio-giudaica. Per il periodo in cui la Santa Casa fu priva della sua statua (che fu restituita nel 1801), fu esposta nel Santuario una copia proveniente dalla Chiesa della Buona Morte(in ...

La Madonna di Loreto

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La Santa Casa di Loreto è parte dell’abitazione della Vergine Maria, la quale era costruita da una grotta scavata nella roccia e da una camera antistante. Secondo la tradizione a Nazareth ci sarebbe stata la dimora della Vergine Maria, dove ella nacque, ebbe l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele e dove visse fino alle nozze con Giuseppe. La leggenda narra che la Santa Casa fu trasportata nel 1291 in una sola notte dalla Palestina alle coste Illiriche a Tersatto, nell’odierna Croazia e da qui il 10 dicembre 1294 giunse sul colle lauretano.  La Basilica La Santa Casa è custodita all’interno di un rivestimento marmoreo ideato dal Bramante che nel 1509 ne approntò il disegno. Fu realizzato sotto la direzione di Antonio Sansovino, Ranieri Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane. Fin dal secolo XVI i pellegrini erano solidi girare intono alla Santa Casa in ginocchio, dove nei secoli si scavarono due profondi solchi che ancora si possono notare. La basilica, iniziata nel 1469, patrocinata d...

Storia del culto a Maria SS. Addolorata

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Il mistero della partecipazione della Vergine Maria alla passione e morte del Figlio è l’avvenimento evangelico che ha trovato più intensa e vasta risonanza nella religiosità popolare, che nelle lacrime versate da Maria rispecchia le sofferenze del popolo devoto.  La devozione alla Madonna Addolorata si sviluppa nel XI secolo con la commemorazione dei suoi 5 Gaudi e dei 5 Dolori (divenuti 7 dal 1236), grazie alla predicazione di S. Anselmo e di San Bernardo e con la pubblicazione del “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto, con il quale si inizia una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”. Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo ‘Stabat Mater’ in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose ‘Laudi’  Il 15 Agosto del 1233 sette nobili fiorentini, che erano soliti esprimere le loro lodi davanti ad un'immagine di Maria, la videro animarsi e vestir...

La festa della "Candelora"

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Secondo il Vangelo di Luca, dopo la nascita di Gesù i suoi genitori hanno rispettato gli obblighi prescritti dalla legge di Mosè. Dopo 8 giorni il bambino fu circonciso e gli fu messo il nome di Gesù. Quaranta giorni dopo la nascita era il momento della cerimonia della Purificazione. Secondo l'usanza, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva recarsi al Tempio con un'offerta per purificarsi. Inoltre ogni figlio veniva considerato "proprietà" di Javeh e dopo la sua nascita i genitori lo riscattavano portando un offerta al Tempio. Maria e Giuseppe si recarono quindi al Tempio per adempiere a queste prescrizioni. L'usanza di commemorare quest'avvenimento ha origine in oriente. Attualmente si festeggia il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Santo Natale. In origine veniva celebrato l’incontro del Signore con il vecchio Simeone. Da qui la festa prende il nome greco di “Ipapante” (incontro...

Stellario alla Vergine Immacolata

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Il pio esercizio dello Stellario nasce dall'impegno dei francescani nel divulgare presso i fedeli il culto all'Immacolata. Le prime notizie sul pio esercizio dello Stellario all'Immacolata risalgono al secolo XVIII. La devozione trae ispirazione dal testo dell' Apocalisse:«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle». Probabilmente, il pio esercizio riprende dal brano biblico il nome, per il richiamo alla «corona di dodici stelle». La corona adorna il capo della Donna - identificata con Maria da alcuni Padri e scrittori ecclesiastici - e le dodici stelle indicano i privilegi di grazia che costituiscono per la Vergine un singolare ornamento. La struttura dello Stellario si articola in una «corona» suddivisa in tre parti, ognuna delle quali è composta da un Pater, quattro Ave Maria intercalate da altrettante quartine che terminano con la giaculatoria: «O Concetta Immacolata», e un...

Il Cuore di Gesù nel Santuario della Madonna della Salute in Taranto

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All’interno del Santuario della Madonna della Salute in Taranto, nel transetto di destra c’è un’ altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù su cui è posto un dipinto di Mario Barberis, uno dei più celebri autori di santini dell’epoca, ed è datato 1940. Nato a Roma nel 1893, dimostrò da subito uno spiccato talento artistico che lo portarono ad avere esperienze in ambito delle illustrazioni. Ispirato da un episodio dei Fioretti di San Francesco, dagli anni 20 cominciò per lui un’intensa esperienza nel campo dell’arte religiosa. Nel 1922 fu chiamato a Gerusalemme per contribuire alle decorazioni della Basilica dell’Agonia, divenendo uno dei più apprezzati autori di soggetti religiosi anche al di fuori dei confini nazionali. Cominciò a produrre diverse opere pittoriche, alcune di stampo chiaramente fascista, e negli anni 30-40 si dedicò alla produzione di santini religiosi tra cui una celeberrima serie dedicata al Cuore di Gesù. In quell’epoca, dove l’alfabetizzazione era ancora un grave probl...

La Medaglia Miracolosa

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La Medaglia Miracolosa che molti di noi portano con devozione al collo, è un dono meraviglioso che la Madonna ci ha fatto tramite una giovane suora francese, santa Caterina Labouré, il 27 novembre del 1830, nel convento Vincenziano che si trova a Parigi in rue du Bac al numero 140, dove oggi sorge un importante Santuario Mariano, meta di numerosi pellegrini. Suor Caterina (al secolo Zoe) Labouré nacque il 2 maggio 1806 nel villaggio di Fain-les-Moutiers, in Borgogna (Francia), nona di undici figli. Entrata in convento a 24 anni, a causa dell'opposizione del padre che ne contrastava la vocazione, fu assegnata come postulante alla casa generalizia delle Figlie della Carità a Parigi, dove riceverà l'apparizione della Madonna. Ecco il racconto che fece della sua straordinaria esperienza: “Venuta la festa di San Vincenzo (19 luglio 1830) la buona Madre Marta (direttrice delle novizie) ci fece alla vigilia un'istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devo...

La Processione dell'Immacolata a Taranto tra storia e ricordi

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Le origini della Processione di Maria Immacolata, Patrona di Taranto, sono antichissime, cominciano infatti con l'arrivo della statua della Madonna che, come ci dice il Merodio "fu ricevuta in Taranto come dono singolare del cielo con generale processione nel mese di settembre 1679". In seguito agli avvenimenti della liberazione dal terremoto, nel 1711 la pratica di svolgere la Processione fu ufficializzata in segno di ringraziamento per la celeste protezione di Maria da un'istanza della Confraternita al Capitolo Metropolitano del 26/4/1711 approvata dalla Sacra Congregazione dei riti l'11 luglio dello stesso anno. Nell'arco di tempo di tre secoli, questa Processione ha avuto alti e bassi, a periodi di intensa attività si sono alternati anni in cui non si è effettuata. Nel 1930 l'Arcivescovo di Taranto Mons. Orazio Mazzella, annunciava al Clero ed al Popolo tarantino che nel 1° centenario dell'Apparizione della Madonna Suor Caterina Labourè (27/11/1...

Padre Raffaele Manca, un santo dimenticato

Nel 1728 arrivò a Taranto, nella comunità dei Gesuiti presenti nella città, P. Raffaele Manca, nato ad Arnesano nel 1692 e si distinse subito per l’intensa attività di evangelizzazione e caritativa verso i fedeli “più rozzi e abbandonati”.  I Padri gesuiti organizzavano spesso delle Missioni popolari nelle terre limitrofe e P. Raffaele era sempre molto attivo in modo particolare quando si trattava di raggiungere i piccoli centri dove lasciava spesso delle realtà rinnovate nella Fede come a Mottola dove unificò le Confraternite del SS: Sacramento e del Rosario ed a Noci, dove le sue predicazioni contribuirono a fondare la Confraternita dell’Addolorata.  Le cronache dell’epoca riportano della guarigione miracolosa di una ragazza in fin di vita le cui cure mediche risultarono vane a cui il Padre aveva applicato sulla parte malata un olio benedetto in onore di San Raffaele ed un’immaginetta dell’Arcangelo, come usava fare sempre mentre visitava gli ammalati. Numerose furono le co...

La Festa Grande in onore della B. V. Addolorata

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Il Culto dell'Addolorata nella città di Taranto, ha origine remota nella Chiesa di San Domenico ad opera del Canonico Vincenzo Cosa. Questo culto devozionale, che si è affermato fortemente nella città vecchia richiama immense folle di fedeli tarantini e non, dando così un volto nuovo in questa zona non solo nella notte di Giovedì Santo. Per questi motivi il nome dell'Addolorata fu aggregato alla già esistente Confraternita di San Domenico in Soriano fondata nel 1670. Il venerato simulacro della Madonna è di autore ignoto di scuola napoletana del XVII secolo, il volto rappresenta in maniera straordinariamente realistica il dolore di Maria nella partecipazione alla Passione del Figlio . Questa immagina della Madonna è la più cara ai tarantini, davanti la quale hanno pregato e pianto generazioni e generazioni di devoti. Nel mese di Settembre , si solennizza il Trionfo dei Dolori, dall'8 al 15 si svolge in San Domenico il Settenario in onore di Maria SS. Addolorata. Per qu...

La Madonna di Guadalupe, Regina delle Americhe

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Sono oltre venti milioni i pellegrini che ogni anno visitano il santuario di Nostra Signora di Guadalupe in Messico, rendendolo il luogo di culto più frequentato e amato di tutta l'America latina. Il santuario sorge sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, dove la Vergine Maria è apparsa più volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo tra il 9 e il 12 dicembre 1531,   La mattina del 9 dicembre, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac, Juan Diego e’ attratto da un canto di uccelli e dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza. La Signora gli dice di essere "la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio" e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle.  Juan Diego corre subito dal vescovo, ma non viene creduto. Tornando a casa la sera, incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insu...

L'Immacolata vincerà

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Domenica, 8 gennaio 1995, il Santo Padre Giovanni Paolo II, a conclusione dell'Angelus in piazza San Pietro, riferendosi ad uno striscione con la scritta "L'Immacolata vincerà" innalzato da un gruppo di pellegrini, ha concluso dicendo : E poi, anche io sono convinto che l'Immacolata vincerà! Sia lodato Gesù Cristo! A portare lo striscione in piazza San Pietro è gruppo di persone devote della Madonna secondo la formula di san Massimiliano Kolbe. Il 6 dicembre 2020 Papa Francesco si rivolse a loro con la frase: " sono bravi quelli dell' Immacolata ", ammirandone la presenza frequente in piazza San Pietro.

La Chiesa di San Michele in Taranto

L'origine del convento di San Michele, è dovuta a Giovanni Battista Protontino, esponente di una delle più antiche e nobili famiglie tarantine. Con testamento del 23/11/1649 dispose che, morendo senza figli legittimi naturali la sue erede universale, la sorella Laura, la rendita dei suoi beni sarebbe servita per fondare un monastero di "povere orfanelle" tarantine, che avrebbe assunto il nome di Cappuccinelle. La sorella, a sua volta, aggiunse un suo credito personale. Nel 1713 venne benedetta la posa della prima pietra del monastero che, trovandosi a fianco di una cappella dedicata a S. Michele Arcangelo ne prese il nome. Il 13/6/1763 l'Arcivescovo di Taranto Francesco Saverio Mastrilli, accompagnato dalle due direttrici, monache clarisse e da 10 fanciulle tarantine, lo dichiarò luogo di Clausura dopo che per trent'anni circa era stato adibito a dimora provvisoria degli Alcantarini, da poco insediatisi a Taranto. Qui il giovane Francesco Antonio Pontillo, futuro...

Simbologia della Regina della Pace

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Il titolo "Regina della Pace" è associato alle apparizioni della Vergine Maria a Medjugorje , nell'attuale Bosnia Herzegovina. La Vergine Maria appare ancora a sei veggenti e si presenta come Regina della Pace, anche oggi i veggenti la vedono e trasmettono i suoi messaggi al mondo.  Studiando questa immagine, che è ricca di simboli e significati possiamo osservare diversi aspetti interessanti.  Il velo della Regina della Pace è bianco a simboleggiare la purezza della Vergine Maria. Lei è la tutta pura, senza macchie, senza peccato, senza falsità, senza secondi fini, senza bugie. Tutto quello che dice e fa è in obbedienza alla volontà di Dio. Non fa nulla per se stessa. Un altro significato che ci offre il velo è il suo essere agitato dal vento. Questo simboleggia che la Madonna conosce i venti contrari della vita, le difficoltà e i momenti di mancanza di pace, ma può portare la pace e calmare le tempeste.  La mano destra di Nostra Signora Regina della Pace indica il s...

La madonna di Tihalijina

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Il Santuario di Tihalijina , è una chiesa francescana che sorge a circa 20 km. da Medjugorje. Qui fu parroco Padre Jozo Zovco , dal 1985 al 1991, dopo la sua esperienza a Medjugorjie che è coincisa con l'inizio delle apparizioni. Per aver difeso i  veggenti, il regimo comunista lo ha arrestato nel 1981, e liberato due anni dopo non fu rimandato a Medjugorje, ma in esilio a Tihalijina. La Parrocchia di Tihalijina è stata fondata nel 1889 con la costruzione di una piccola cappella intitolata a  S. Elia . la costruzione della Chiesa cominciò nel 1921 e nel tempo è stata ostacolata dal regime comunista che esisteva in quei luoghi tanto che si dovette aspettare fino al 1968 per vederla finita e dedicata alla Immacolata Concezione ella Vergine Maria. In questa chiesa è custodita una immagine della Vergine Maria , di scuola italiana di una straordinaria dolcezza. All'arrivo di Padre Jozo era in stato di abbandono coperta da srati di polvere, il frate la ripulì e prese ...

Santa Lucia a Taranto

Il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia, è considerata la notte più lunga dell’anno, in quanto in passato prima dell'adozione del calendario Giuliano coincideva con il solstizio d'inverno. Passata la lunga notte le giornate cominciano ad allungarsi pian piano. Santa Lucia fu martirizzata a Siracusa durante le persecuzioni di Diocleziano, è considerata la protettrice della vista ed ha moltissimi devoti a Taranto ed in tutto il mondo. Viene festeggiata in Cattedrale con una S. Messa. Nel Museo Diocesano si conserva un antico simulacro ligneo, rivestito di un abito, che in passato veniva venerato nella Basilica Cattedrale, prima di essere sostituito con un altro di fattura più moderna in legno dipinto. Con questa immagine tra il 1995 ed il 2000 si è svolta la Processione in onore della Santa al suono delle tradizionali Pastorali tarantine. Attualmente continua a svolgersi la Processione organizzata ogni anno dalla Parrocchia di S. Lucia in via Millo. Nel maggio del 2014, nelle gio...

'U Bammine all'erte

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La processione di Gesu’ Bambino “all'erte” si svolge la mattina del giorno dell’Epifania, ha inizio dalla Chiesa di San Domenico e percorre le vie del Centro Storico di Taranto accompagnata dai Confratelli della Confraternita del SS. Nome di Dio; È caratterizzata dalla festosa partecipazione dei bambini, che partecipano entusiasti suonando a turno il campanello che, come tradizione vuole, apre la Processione. Accompagnano la Processione i fanali, in rappresentanza delle Confraternite della città, a cominciare dai Sodalizi che insieme a questa curano le celebrazioni del Natale a Taranto, quelli della SS. Trinità dei Pellegrini e dell'Immacolata, che scortano ai lati la Sacra Immagine. La Statua del Bambino, che a Taranto è detto "all'erte", vale a dire in piedi, per distinguerla da un'altra immagine molto cara ai tarantini che viene detta "curcate", è stata donata alla Confraternita nei primi anni del XX secolo ed montata su un trono di angeli, opera...

Santa Cecilia, l'alba della tradizione

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Le tradizioni del natale tarantino iniziano alle prime luci dell’alba della mattinata del 22 Novembre, giorno di Santa Cecilia , quando le bande si ritrovano per strada per suonare le tradizionali “Pastorali”. Le “ Pastorali ” sono composizioni per banda che richiamano con la loro dolce melodia le soffuse atmosfere della grotta di Betlemme; le prime sono state scritte verso la metà del ’800. La prima “pastorale” fu scritta da Giovanni Ippolito nel 1870, e rimane tutt’ora una delle più eseguite. In seguito ne furono composte diverse da noti musicisti locali. Le Pastorali che attualmente vengono eseguite dalle bande locali sono, oltre a quella citata di Ippolito, quelle composte da Caggiano, Colucci, De Benedictis, Bembo, Vernaglione (2), Battista(2) e Lacerenza(2). A queste vanno aggiunte le pastorali composte di recente dai Maestri Simonetti (Betlemme) e Gregucci (Aurore Natalizie). Le Bande che attualmente operano a Taranto, e che animano tutte le tradizioni tarantine sono: La Banda ...