24 aprile 2026
I Santi Medici nel Santuario di San Cosimo alla macchia - Oria
23 aprile 2026
Il busto reliquiario di S. Agata a Catania
Maria SS. Immacolata - Taranto
Maria SS. Addolorata - Taranto
13 aprile 2026
Victimae paschali
Victimae pascháli láudes
ímmolent Christiáni.
Agnus redémit óves:
Crístus ínnocens Pátri
reconciliávit peccatóres.
Mors et víta duéllo
conflixére mirándo:
dux vítae mórtuus, régnat vívus.
Dic nóbis María,
quid vidísti in vía?
Sepúlcrum Chísti vivéntis,
et glóriam vídi resurgéntis:
angélicos téstes,
sudárium et véstes.
Surréxit Chrístus spes méa:
pracédet súos in Galilaéam.
Scímus Chrístum surrexísse
a mórtuis vere:
tu nóbis, víctor Rex, miserére.
Amen. Alleluia.
Alla Vittima pasquale
i cristiani offrano lodi.
L'Agnello ha redento le pecorelle:
Cristo innocente ha riconciliato
i peccatori con il Padre.
La morte e la vita
si sono battute in uno stupefacente duello:
il signore della vita, morto, vivo regna.
Dicci, Maria, che hai veduto per via?
"Ho visto il sepolcro di Cristo vivente
e la gloria di lui risorto.
Gli angeli testimoni,
il sudario e le vesti.
È risorto Cristo, mia speranza:
precederà i suoi in Galilea."
Sappiamo che Cristo
è veramente risorto dai morti:
tu, o re vittorioso, abbi pietà di noi.
Amen.Alleluia.
Il Victimae Paschali è una sequenza che tradizionalmente viene cantata nella solennità di Pasqua e, facoltativamente, nell'ottava.
La composizione, ritenuta dell'XI secolo, viene tradizionalmente attribuita al monaco Wippone, cappellano dell'imperatore Corrado II, ma è stata anche attribuita ad altri, quali l'abate Notker Balbulus, Roberto II di Francia detto il Pio, il compositore di inni latini Adamo di San Vittore.
Insieme ad altre quattro sequenze medievali Victimae Paschali Laudes è tra quelle che sono state preservate nel Missale Romanum pubblicato nel 1570 in seguito al Concilio di Trento svoltosi tra il 1545 e il 1563. Le altre sequenze sono il Dies irae, Lauda Sion Salvatorem, lo Stabat Mater (tolto e poi reinserito) e Veni Sancte Spiritus.
Le cinque sequenze sono state ancora mantenute dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ed attualmente in uso nella Chiesa cattolica.
Regina coeli
11 aprile 2026
Le antiche perdonanze della Diocesi di Oria
Le perdonanze che si tengono nella Diocesi di Oria nel periodo che va dalla domenica di Pasqua all’ascensione discendono direttamente dall’antico rito delle Rogazioni, Processioni che si tenevano in passato per invocare la benedizione sui campi, abolite con il Concilio Vaticano II.
Di origini antichissime, furono istituite nella prima metà del XVIII secolo dal vescovo di Oria Giambattista Labanchi, che concesse ai partecipanti a questi riti l'indulgenza plenaria.
Si comincia 11 giorni dopo la Pasqua presso il Santuario di Santa Lucia ad Erchie e si susseguono nei giovedì successivi presso la Chiesa della Madonna della Scala e nella Cripta di San Mauro che si trova all’interno del convento di S. Antonio in Oria.
Il quarto giovedì è dedicato ai Santi Medici e ci si reca in Pellegrinaggio presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia, in questa circostanza la sera nella città di Oria si tiene la Processione con i simulacri dei Santi Medici Cosma e Damiano e dei fratelli Antimo, Leonzio ed Euprepio. In Processione viene portata anche la statua di San Barsanofio, Patrono della città.
L’ultima perdonanza è dedicata alla Madonna della Croce e si tiene a Francavilla Fontana il giovedì dell’ascensione.
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| Il Santuario di San Cosimo alla Macchia |
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