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Preghiera alla Madonna del perpetuo soccorso

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O Vergine del Perpetuo Soccorso,  Santa Madre del Redentore; soccorri il tuo popolo, che anela a risorgere. Dona a tutti la gioia di camminare nella consapevole ed attiva solidarietà  con i più poveri, annunciando in modo nuovo e coraggioso il Vangelo del Tuo Figlio, fondamento e culmine di ogni umana convivenza, che aspira ad una pace vera, giusta e duratura. Come il Bambino Gesù, che ammiriamo in questa venerata icona, anche noi vogliamo stringere la tua destra. A Te non manca né potenza, né bontà per soccorrerci in ogni necessità ed in ogni bisogno. Quella attuale è l’ora tua! Vieni, dunque, in nostro aiuto e sii per tutti rifugio e speranza. Amen ! San Giovanni Paolo II

La madonnina della Creta, Patrona dei Moticiclisti

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Il Santuario della Beata Vergine della Creta si trova a Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria e vide origine nel 1631, con la costruzione di una piccola cappella in ringraziamento per la fine della peste, e che custodiva al suo interno un quadro della Beata Vergine del Santuario di Crea. Nel 1764 la cappellina, ormai in uno stato di degrado, fu demolita ma i fedeli vollero continuare ad andare in pellegrinaggio in quel luogo dove fu costruita una croce lignea e un alto pilone con un dipinto raffigurante la Madonna della Creta. In seguito, fu edificata una chiesetta tra il 1802 e il 1848 ed alla fine del ‘800 si arrivò alla costruzione del santuario, inaugurato nel 1905. Nel dopoguerra il Santuario divenne il centro della devozione dei motociclisti italiani che videro nella Madonnina della Creta la loro protettrice. Un passaggio fondamentale in questa crescita fu l'8 settembre 1946, quando Castellazzo ospitò il primo "Convegno Motociclistico Internazionale della Madon...

Inno a S. Antonio

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Se vuoi aver miracoli  ricorri a S. Antonio per Lui i morbi fuggono  la lebbra ed il demonio. I venti, il mar si calmano  di S. Antonio ai cenni. Rendete, o vecchi, o giovani, onori a Lui solenni.  O grande eroe di Padova  per te sorgono i morti:  in liete ognor si cangiano  per te le avverse sorti. D'Antonio il nome invocano  smarriti i viandanti,  e salvi dai pericoli  sciolgono devoti canti. Chi vuol trovar sollecito  il ben che avrà perduto  si volga a S. Antonio  e cerchi a Lui aiuto. Chi geme in duri vincoli,  oppresso da disgrazie,  ricorra a S. Antonio  e tutte avrà le grazie. Prega per noi, o S. Antonio, acciocché siam fatti degni delle promesse di Gesù.

Tantum ergo

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Tantum ergo Sacraméntum Venerémur cérnui; Et antíquum documéntum Novo cedat rítui. Præstet fides suppleméntum Sénsuum deféctui. Genitóri, Genitóque Laus et iubilátio; Salus, honor, virtus quoque Sit et benedíctio. Procedénti ab utróque Compar sit laudátio.  Amen. Un sì gran sacramento; adoriamo, dunque, prostrati l'antica legge ceda al nuovo rito, e la fede supplisca al difetto dei nostri sensi. Gloria e lode, salute, onore, potenza e benedizione al Padre e al Figlio: pari lode abbia Colui che procede da entrambi. Amen. Il Tantum Ergo è un inno liturgico composto dalle ultime due strofe del Pange Lingua, composto da San Tommaso d'Aquino per la celebrazione della solennità del Corpus Domini.

Ecce panis Angelorum

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Ecce panis Angelórum, Factus cibus viatórum: Vere panis filiórum, Non mitténdus cánibus. In figúris præsignátur: Cum Isaac immolátur, Agnus Paschæ deputátur, Datur manna pátribus. Bone Pastor, Panis vere, Jesu, nostri miserére, Tu nos pasce, nos tuére, Tu nos bona fac vidére In terra vivéntium. Tu, qui cuncta scis et vales, Qui nos pascis hic mortáles, Tuos ibi commensáles, Coherédes et sodáles Fac sanctórum cívium.  Amen. Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non va gettato ai cani. Con i simboli è annunziato: in Isacco dato a morte, nell’agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei vivi. Tu che tutto sai e puoi: che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi eredi alla tavola del cielo, nella gioia dei tuoi santi.  Amen.

Salve dell' Umbria

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Inno a Santa Rita Salve dell’Umbria – eletto fiore, del popol nostro – gioia ed onore, ai tuoi devoti – implora aita, o Santa Rita I voti nostri – dal Ciel seconda, su noi prosegui – l’opra feconda dall’ape industre – già presagita, o Santa Rita Qual tra le spine – cresce la rosa e i suoi profumi – dà generosa, fu tutta un balsamo – l’aspra tua vita, o Santa Rita

La Festa della Regina Apulia a Molfetta

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Il IV venerdì del mese di maggio si celebra la Festa della Regina Apuliae. Il dipinto si trova nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese e fu donato dal Santo Padre Pio XII. Si tratta di un autentico affresco riportato su tela, risalente al secolo XIV e presumibilmente di Scuola Romana, ancora sotto l’influsso bizantino. La sacra immagine, restaurata nel 1925 nei laboratori della Pinacoteca Vaticana, dopo essere appartenuta al Convento delle monache di San Cosimato in Trastevere, poi alla Sagrestia dello Cappella Paolina e alla Floreria Apostolica, fu destinata alla Chiesa del Seminario e intronizzata nella sua Cappella l’8 Dicembre 1942 E' molto venerato a Molfetta, in particolare da tanti sacerdoti che hanno studiato nel Pontificio Seminario che lo ricordano sempre con affetto. PREGHIERA O Stella della Sera,  lampada d’oro fino,  accesa per chi spera  nel Figlio tuo divino.  Preghiera di chi nasce,  conforto di chi muore, guida al gregge che pasc...