30 marzo 2026

La Settimana Santa a Taranto

I Riti della Settimana a Santa sono l’appuntamento più importante per la religiosità popolare della città di Taranto, che in quei giorni riscopre la propria anima identitaria unendosi attorno alle Confraternite che da secoli custodiscono la memoria dei Sacri Riti con impegno e passione durante tutto l’anno.

I Sodalizi che organizzano i Sacri Riti sono la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine.

I Confratelli partecipano con il cappuccio calato sul volto e con un passo molto letto e cadenzato, detto “nazzecata”, un lento oscillare del corpo che rende l’avanzare della processione estremamente solenne e crea un forte contrasto con la frenesia del mondo circostante.

La colonna sonora dei Riti della Settimana Santa tarantina sono certamente le celebri marce funebri, componimenti per banda caratterizzati da tempi lenti e melodie solenni che ben si uniscono alle atmosfere di mestizia che caratterizzano i Sacri Riti.


La Domenica delle Palme

La mattina della Domenica delle Palme vengono benedetti i ramoscelli di ulivo, la sera le Confraternite si riuniscono in assemblea straordinaria per l’assegnazione dei posti per lo svolgimento dei Riti. L’aggiudicazione avviene tramite gara, durante la quale i Confratelli competono presentando la propria offerta.


Il Pellegrinaggio

Alle ore 15 dalla Chiesa del Carmine escono le coppie dei Confratelli che svolgono il loro Pellegrinaggio visitando gli altari della Resurrezione allestiti nelle varie parrocchie della città.

Le poste del Pellegrinaggio vengono dette “di città” se si dirigono verso la città vecchia, “di campagna” se si dirigono verso le Chiese della città nuova, in quanto in passato questa parte di Taranto consisteva di campagne.

Procedendo lentamente svolgono il loro Rito, sono chiamati anche “perdune” i quanto richiamano gli antichi Pellegrini che si dirigevano in Pellegrinaggio per chiedere il perdono dei peccati.


La Processione dell’Addolorata

Allo scoccare della mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo si affaccia sul portale della Chiesa di San Domenico il simulacro dell’Addolorata per ricevere l’abbraccio della città.

Di fronte ad una folla gremita, viene portata giù per la scalinata e si pone sul pendio San Domenico cominciando il suo lento pellegrinaggio per le vie del centro storico e del borgo.

Apre la Processione il Confratello che porta la troccola, al quale spetta il compito di regolare l’andatura, seguito da una coppia di bambini recanti al collo le “pesare”, dalla croce dei misteri e da 15 coppie, dette anche “poste”, di Confratelli intervallati da tre crociferi.

I crociferi procedono a piedi scalzi, senza indossare la mozzetta e portano sulle spalle una croce di legno. Sono in tre a ricordo delle tre cadute di Cristo verso il Calvario.

L’ordine della Processione è affidato a 3 Confratelli detti “mazzieri”

La posta più vicina alla statua della Vergine è detta “trono” in quanto al centro un Confratello porta il bastoncino, simbolo del governo della Confraternita.

Alla fine del corteo, preceduta dal padre Spirituale vi è il Simulacro della Vergine Addolorata.


La statua, di rara bellezza e grande espressività, è posta su una base nera con bordature ed è portata sulle spalle da 4 Confratelli in abito di rito detti “sdangheri” e da altri 4 che sono di supporto chiamate “forcelle”.

Secondo una antica tradizione la Vergina Addolorata vaga per tutta la notte alla ricerca del suo figlio Gesù e per questo percorre le strade della città fermandosi davanti a tutte le Chiese che incontra sul suo precorso.

La Processione dura oltre 14 ore, costantemente seguita da una folla di fedeli e rientra nel pomeriggio di Venerdì Santo quando nella Chiesa comincia l’azione liturgica.


La Processione dei Sacri Misteri

Alle ore 17, dalla Chiesa del Carmine ha inizio la Processione dei Misteri.

Apre il corteo il Confratello che porta la troccola, seguito dal Gonfalone e dalla Croce di misteri.

Intervallati dalle coppie di Confratelli vengono portati in Processione i Simulacri di Gesù nell’Orto, Gesù alla Colonna, Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù morto e dell’Addolorata.


Le statue di Gesù morto e dell' Addolorata, commissionate a Napoli dal nobile Diego Calò, furono donate alla Confraternita del Carmine nel 1765 dal suo erede Francescantonio Calò, andando a dare origine così al primo nucleo intorno al quale nel tempo si è formata l’attuale Processione.

Accanto alla statua del Gesù morto, 4 personalità scelte dalla Confraternita reggono il laccio d’onore.

La Processione attraversa le vie del Borgo Umbertino e, dopo una sosta nella Chiesa di San Francesco di Paola rientra nella Chiesa del Carmine la mattina di Sabato Santo.

Il Troccolante, avvicinandosi lentamente al portone della Chiesa, bussa con il bordone per tre volte e le porte si aprono per accogliere il rientro della Processione.

Al rientro dell’ultima statua, quella della Vergine Addolorata il portone viene chiuso segnando la fine della Settimana Santa Tarantina.

Verrà riaperto la sera quando, così come in tutte le Chiese si celebrerà la Veglia Pasquale per annunciare al mondo che la morte è stata vinta con la resurrezione di Gesù Cristo.



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