24 aprile 2026

I Santi Medici nel Santuario di San Cosimo alla macchia - Oria

Opera: Santi Medici Cosma e Damiano
Autore: Ignoto
Anno: 1850 circa
Materiale e tecnica: legno
📍 Ubicazione: Oria, Santuario di San Cosimo alla macchia

Descrizione: Coppia di statue in legno, dipinte e arricchite da elementi in tessuto e ricami in oro, che rappresentano i due fratelli martiri Cosma e Damiano.

Devozione: Sono oggetto di forte devozione nel Santuario di San Cosimo alla macchia, meta di numerosi Pellegrini

23 aprile 2026

Il busto reliquiario di S. Agata a Catania


Opera: Busto Reliquiario di S. Agata
Autore: Giovanni di Bartolo
Anno: 1373-76
Materiale e tecnica: Argento sbalzato con smalti policromi
📍 Ubicazione: Catania, Cattedrale

Descrizione: Statua a mezzobusto con l'incarnato del volto in fine smalto e capelli in oro, è un capolavoro dell’oreficeria avignonese con elementi tipici dell’arte gotica.
Nel tempo è stato arricchito di gioielli, donati dai fedeli.
L’opera custodisce la cassa toracica mentre nella testa si trova il teschio. Le altre sacre reliquie si trovano all’interno dello scrigno. Due grandi angeli in argento dorato sono posti ai lati del busto. 
La santa tiene nella mano destra una lunga croce accompagnata da gigli anch’essa ricoperta di gioielli e nell’altra una tavoletta su cui si trova l’iscrizione latina M.S.S.H.D.E.P.L., che in italiano significa “Mente santa e spontanea, onore a Dio e liberazione della patria”.

Devozione: Ogni anno viene portato in Processione e venerato durante la grande festa in onore della Santa che si tiene a Catania agli inizi di febbraio.

Maria SS. Immacolata - Taranto


Opera: Maria SS. Immacolata
Autore: Ignoto, scuola napoletana
Anno: 1679
Materiale e tecnica: Simulacro ligneo con vestito
📍 Ubicazione: Taranto, Santuario della Madonna della Salute

Descrizione: La Vergine Immacolata, con le mani giunte su un lato e lo sguardo proteso verso il cielo è posta sopra la luna ed il serpente che le insidia i piedi. Sul suo capo una corona di dodici stelle.
L'abito bianco con manto celeste è ricamato in oro. 

Devozione: Patrona di Taranto, titolare della Confraternita dell'Immacolata, viene festeggiata solennemente l'8 dicembre con una grande Processione per le vie del centro storico.
Nel mese di Febbraio viene celebrato un Triduo votivo in suo onore in ricordo dell'elezione a Patrona della città bimare

Maria SS. Addolorata - Taranto

Opera: Maria SS. Addolorata
Autore: Ignoto, scuola napoletana
Anno: XVIII sec. 
Materiale e tecnica: Simulacro ligneo con vestito
📍 Ubicazione: Taranto, Chiesa di San Domenico

Descrizione: Simulacro ligneo della Vergine Maria vestita con abito di lutto. Il volto esprime una intensa espressione di dolore, le mani reggono il fazzoletto ed il cuore trafitto.

Devozione: Titolare della Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico, oggetto di una forte devozione nella città di Taranto, viene portato in Processione la notte tra il giovedì e venerdì Santo e a terza domenica di Settembre in occasione della Sua festa.



13 aprile 2026

Victimae paschali

 

Victimae pascháli láudes
ímmolent Christiáni.

Agnus redémit óves:
Crístus ínnocens Pátri
reconciliávit peccatóres.

Mors et víta duéllo
conflixére mirándo:
dux vítae mórtuus, régnat vívus.

Dic nóbis María,
quid vidísti in vía?
Sepúlcrum Chísti vivéntis,
et glóriam vídi resurgéntis:
angélicos téstes,
sudárium et véstes.

Surréxit Chrístus spes méa:
pracédet súos in Galilaéam.

Scímus Chrístum surrexísse
a mórtuis vere:
tu nóbis, víctor Rex, miserére.

Amen. Alleluia.

Alla Vittima pasquale
i cristiani offrano lodi.

L'Agnello ha redento le pecorelle:
Cristo innocente ha riconciliato
i peccatori con il Padre.

La morte e la vita
si sono battute in uno stupefacente duello:
il signore della vita, morto, vivo regna.

Dicci, Maria, che hai veduto per via?
"Ho visto il sepolcro di Cristo vivente
e la gloria di lui risorto.

Gli angeli testimoni,
il sudario e le vesti.

È risorto Cristo, mia speranza:
precederà i suoi in Galilea."

Sappiamo che Cristo
è veramente risorto dai morti:
tu, o re vittorioso, abbi pietà di noi.

Amen.Alleluia.


Il Victimae Paschali è una sequenza che tradizionalmente viene cantata nella solennità di Pasqua e, facoltativamente, nell'ottava.

La composizione, ritenuta dell'XI secolo, viene tradizionalmente attribuita al monaco Wippone, cappellano dell'imperatore Corrado II, ma è stata anche attribuita ad altri, quali l'abate Notker Balbulus, Roberto II di Francia detto il Pio, il compositore di inni latini Adamo di San Vittore.


Insieme ad altre quattro sequenze medievali Victimae Paschali Laudes è tra quelle che sono state preservate nel Missale Romanum pubblicato nel 1570 in seguito al Concilio di Trento svoltosi tra il 1545 e il 1563. Le altre sequenze sono il Dies irae, Lauda Sion Salvatorem, lo Stabat Mater (tolto e poi reinserito) e Veni Sancte Spiritus


Le cinque sequenze sono state ancora mantenute dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ed attualmente in uso nella Chiesa cattolica.

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