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La Settimana Santa a Taranto

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I Riti della Settimana a Santa sono l’appuntamento più importante per la religiosità popolare della città di Taranto, che in quei giorni riscopre la propria anima identitaria unendosi attorno alle Confraternite che da secoli custodiscono la memoria dei Sacri Riti con impegno e passione durante tutto l’anno. I Sodalizi che organizzano i Sacri Riti sono la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine. I Confratelli partecipano con il cappuccio calato sul volto e con un passo molto letto e cadenzato, detto “nazzecata”, un lento oscillare del corpo che rende l’avanzare della processione estremamente solenne e crea un forte contrasto con la frenesia del mondo circostante. La colonna sonora dei Riti della Settimana Santa tarantina sono certamente le celebri marce funebri, componimenti per banda caratterizzati da tempi lenti e melodie solenni che ben si uniscono alle atmosfere di mestizia che caratterizzano i Sacri Riti. La Domenica...

Gesù mio, con dure funi

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Gesù mio, con dure funi, come reo chi ti legò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la bella faccia, chi crudele ti schiaffeggiò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, di fango e sputi, il bel volto chi t’ imbrattò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, le belle carni, chi spietato ti flagellò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la nobil fronte, chi di spine t’incoronò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, sulle Tue spalle, chi la Croce ti caricò? Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Sono stati i miei peccati Gesù mio perdon, pietà. Gesù mio, la dolce bocc...

O fieri flagelli

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O fieri flagelli che al mio Redentore Le carni squarciate con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O spine crudeli che al mio Redentore La testa pungete con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O chiodi spietati che al mio Redentore Pie’ e man trapassate con tanto dolore Non date più pene al caro mio bene Non più tormentate l’amato Gesù        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Ferite, ferite, ferite quest’alma        Che causa ne fu. O lancia tiranna che al mio Redentore In fianco trafiggi con tanto dolore Ti b...

Tuppe tuppe

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LAUDE PER L'ARRESTO DI GESU' Tuppe tuppe U Venerdia Sande A Madonne se pose u mande  No aveve cu ci scire E sola sola se ne partije.  Camminoje e camminoje, San Pietre nnanze se truvoje.  Ce Je Marie ca sembe chiange?  Hagghie perse u figghie mije. Tu lè perse, je lhagghie acchiate Va jndre a ccase de Pilate Tuppe tuppe! Ci è alla porte? J so, Maria la sbendurate.  Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate  Famme fa nu pare de chiueve ma no lluenghe no suttile  pe trapanà carna gintile, pe trapanà carna de Sande. Quedda zinghera maledette Le fece luenghe strette,  Gesù Criste la maledicije, cu sembe sperte cu ddigghia scire Ce me de nu poche dacque. No ssacce né ffundanè manghe le strade  No llagghie maje camenate. Ce tincrinave nu picca cape a nennarella thagghia daje Tuppe tuppe! Ci è alla porte?  J so, Maria la sbendurate.  Mamma mia, no pozzaprère Ca le Giudeje mhanne alliate Sulle note della marcia funeb...

I canti della Via Crucis

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Durante il periodo di Quaresima nelle Chiese di Taranto si rivive l’antico rito della Via Crucis. L’Arciconfraternita del Carmine e la Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico, antichi custodi dei Riti della Settimana Santa Tarantina, svolgono il Pio esercizio nelle loro sedi la sera della domenica in celebrazioni molto seguite da fedeli e appassionati. I confratelli, in abito di rito, girano per la Chiesa portando la Croce e le candele fermandosi ad ogni stazione in un’atmosfera coinvolgente, carica di pathos.  I canti eseguiti sono stati composti dal frate francescano Serafino Marinosci su versi attribuiti al Metastasio e rievocano la Passione di Cristo. CANTO DI INTRODUZIONE Teco vorrei Signore,     oggi portar la croce,    nella tua doglia atroce    io ti vorrei seguir.    Ma troppo infermo e lasso donami, tu coraggio, acciò nel mesto viaggio, non m'abbia da smarrir. Tu col prezioso Sangue  vammi segnando i ...

Gesù bambino di Betlemme

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L’immagine molto amata del Gesù bambino di Betlemme, con la dolcezza delle sue mani poste sotto il viso e della sua posa riconoscibile è collocata durante l’anno sotto l’altare della Cappella dell’Immacolata Concezione nella Chiesa di S. Caterina a Betlemme. Ogni anno, nella notte di Natale viene portata nella Grotta della Natività e adagiata sulla stella d’argento. Dopo essere stata adagiata viene coperta da un lenzuolo e vengono recitati i versi del Vangelo di Luca, quindi viene posta nella mangiatoia dove resterà fino alla vigilia dell’Epifania. La statua venne commissionata da Padre Gabino Montorio nel 1921 in un laboratorio artistico di Barcellona (Casa Viuda de Reixach) insieme ad una immagine di Gesù bambino seduto in trono gotico con i piedi appoggiati su due cuscini rossi ornati da frange d’oro, con una mano benedicente e l’altra recante un globo azzurro coronato da una croce. L’immagine, della misura di circa 50 cm., fu consegnata alla custodia di ...

La Chiesa di S. Agostino nel centro storico di Taranto

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La Chiesa di S. Agostino sorge sulle rovine di un tempio pagano, probabilmente dedicato ad Afrodite. Nata come cappella del convento degli Agostiniani, arrivati a Taranto nel 1402, secondo Mons. Blandamura è della prima metà del ‘500 e sorge su un precedente complesso, probabilmente dedicato a S. Cataldo. Guardando bene all’esterno si nota l’esistenza di una parte più antica (Campanile), quindi una successiva (corpo della Chiesa) ed una sopraelevazione che da chiari segni di appartenere al ‘500. La facciata è stata costruita nel 1772 ad opera del Carducci (nipote di Tommaso Nicolò D’Aquino) che abbellì la Chiesa allora fatiscente a causa di di danni dovuti ad eventi sismici. Il Merodio ci fa sapere che nella Chiesa esisteva una cappella dedicata a Santa Maria degli Angeli che conteneva una miracolosa immagine della madonna che restituì la vista ad una donna cieca, rinvenuta in una grotta sotto l'Altare della Chiesa. Un atto notarile del Settecento ci dice che sotto l'or...