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Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

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SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. ...

Giuramento di S. Alfonso

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Giuramento di S. Alfonso, pronunciato dal Santo in occasione della sua laurea come era abitudine nelle università del regno: “ Io, Alfonso Maria de Liguori, umilissimo servitore di Maria sempre Vergine Madre di Dio, prostrato ai piedi della Divina Maestà in presenza dell’ineffabile Trinità dell’unico Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, prendendo a testimoni tutti gli abitanti della Gerusalemme celeste, credo fedelmente con lo spirito, abbraccio veramente col cuore e proclamo fermamente con la bocca che tu, Madre di Dio sempre Vergine, tu sei stata oggetto da parte dell’onnipotente Iddio di un privilegio assolutamente unico: sei stata interamente preservata da ogni macchia di peccato originale, fin dal primo istante della tua concezione, cioè dal momento dell’unione del tuo corpo con la tua anima. In pubblico e in privato, fino all’ultimo respiro della mia vita, insegnerò questa dottrina e mi l impegnerò con tutte le mie forze affinché tutti gli altri la ritengano e l’insegnino. Così at...

Il Culto di S. Anna a Taranto

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Il Culto di S. Anna fu portato nella città bimare verso la metà del XIX secolo quando trasferitosi da Martina Franca a Taranto giunse Donato Solito, devoto della Santa che cominciò ad accendere una lampada votiva di fronte al quadro che si trovava nella Chiesa di S. Anna in Civitanova. Questa era una chiesetta alle dipendenze dal Capitolo Metropolitano, donata allo stesso capitolo dall'Arcivescovo Gualterio III nel lontano 1298, quando era denominata “San Nicola in Civitanova”. La Chiesa mantenne questa denominazione fino al 1784, successivamente cambiò il nome in Chiesa di S. Anna in Civitanova e così viene menzionata nella Visita Pastorale del 1856 effettuata da Mons. Rotondo. In questa circostanza viene menzionata la Statua di S. Anna, vestita in una nicchia e le statue di S. Omobono e della Madonna del riparo. La statua di S. Omobono era in legno e di fattura veneziana, proveniva dalla Chiesa di S. Nicola alla piazza che esisteva dietro l'orologio pubblico, ch...

La statua di Santa Maria di Nazareth

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“Maria di Nazareth”, titolare della basilica dell' annunciazione di Nazareth , è una deliziosa immagine della vergine, opera dello scultore Gregor Mussner. La statua La statua raffigura Maria che esce dalla sua casa dopo l’ Annunciazione , in attesa, mentre scende in fretta i gradini per portarsi in aiuto della cugina Elisabetta (Luca 1,39). E’ tanta la sua gioia che quasi accenna un passo di danza, quasi sembra intonare il canto del Magnificat. “Diventa lei stessa annunciatrice e prima evangelizzatrice”  Il suo vestito indica tutta la sua regalità. Regina del mare : nel colore verde smeraldo della veste.  Regina della terra : nel colore marroncino della sua mantellina intorno alla vita. Regina del cielo: nel colore bianco azzurro del mantello e del velo. Sul capo un diadema in cui brillano, intrecciate tra i capelli, dodici stelle .  La mano sinistra rivolta verso il suo seno, per indicare che Gesù è in lei, e lei ci dona Gesù; La destra la offre, per dire: «cammina insi...

La Madonna della Pace a Taranto

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La Confraternita di S. Maria della Pace fu eretta nel 1673 nella Chiesa di S. Andrea, che si trovava in via Garibaldi, donatale dal Capitolo metropolitano, che in seguito venne ampliata e denominata della “Madonna della Pace”. Nella Chiesa venivano organizzati ogni anno la festa della Madonna della Pace l’ultima domenica di agosto e quella di S. Andrea il 30 novembre, occasione in cui venivano eletti gli officiali della Confraternita. La Confraternita ebbe il Regio Assenso alle regole da Ferdinando IV il 14/7/1777, ebbe il riconoscimento civile l’11/3/1937. Fu il re Ferdinando II a far dono alla Confraternita dalla statua della Madonna della Pace, una bellissima immagine lignea della Vergine Maria con in braccio Gesù bambino e in mano un ramoscello di ulivo. La Vergine indossa una veste bianca riccamente ricamata in oro ed un manto azzurro anch’esso ricamato. Sul capo della Madonna e del bambino ci sono due corone stile imperiale. Attualmente abito di rito dei Confratelli è composto ...

La Madonnina del Ferruzzi

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Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia. Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo, da autodidatta, i primi rudimenti della pittura. Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova. Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini. Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 1...

Il Crocifisso di San Damiano ad Assisi

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Il crocifisso di San Damiano fu trasferito dalle clarisse nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove è ammirabile tuttora, quando, nel 1257, si trasferirono dalla chiesa di San Damiano. E’ il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Interpretò dapprima la voce del Cristo come una richiesta a favore del restauro fisico della chiesetta di San Damiano e solo pian piano comprese che il Signore lo chiamava a lavorare per la Chiesa tutta. Così ci racconta la Leggenda dei tre compagni (VI-VII-VIII): Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto, il giovane rispose: “Lo farò volentieri, Signore”. Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chie...