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La Madonnina del Ferruzzi

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Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia. Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo, da autodidatta, i primi rudimenti della pittura. Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova. Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini. Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 1...

Il Crocifisso di San Damiano ad Assisi

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Il crocifisso di San Damiano fu trasferito dalle clarisse nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove è ammirabile tuttora, quando, nel 1257, si trasferirono dalla chiesa di San Damiano. E’ il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Interpretò dapprima la voce del Cristo come una richiesta a favore del restauro fisico della chiesetta di San Damiano e solo pian piano comprese che il Signore lo chiamava a lavorare per la Chiesa tutta. Così ci racconta la Leggenda dei tre compagni (VI-VII-VIII): Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto, il giovane rispose: “Lo farò volentieri, Signore”. Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chie...

Il Crocifisso con tre espressioni

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Ad Assisi, nel meraviglioso convento di San Damiano, celeberrimo è il crocifisso che parlò a San Francesco, anche se in realtà qui è posta una copia, l'originale si trova nella Basilica di Santa Chiara. Meno Conosciuto, ma che ugualmente ispira sacralità è un altro Crocifisso posto in questa Chiesa, che ha la caratteristica di apparire agli occhi dell'osservatore con tre espressioni diverse in base. Il Crocifisso può apparire, in base al punto di osservazione come sorridente, agonizzante o morto. La sua origine è avvolta nella leggenda. Un giorno del 1630 Fra’ Innocenzo da Palermo, umile frate francescano, decise di scolpire un crocifisso in legno di ebano. Lo iniziò dal corpo, a cui riuscì a dare la forma desiderata. E lasciò per ultimo il volto, cioè la parte più difficile della scultura che si era prefissata. Che aspetto dargli? Il frate era colto da indefinibile e profonda perplessità. Una notte si coricò con l’anima appesantita da questa problema, ma quando al mattino si ...

Il trigramma di S. Bernardino da Siena

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Affinché la sua predicazione venisse ricordata, Bernardino la riassumeva nella devozione al Nome di Gesù e per questo inventò un simbolo dai colori vivaci che veniva posto in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro. Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, lo si ritrova in ogni posto dove Bernardino e i suoi discepoli abbiano predicato o soggiornato. Sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne, opera dell’orafo senese Tuccio di Sano e di suo figlio Pietro. Spesso figurava sugli stendardi che precedevano Bernardino, quando arrivava in una nuova città per predicare e sulle tavolette di legno che il santo francescano poggiava sull’altare, dove celebrava la Messa prima dell’attesa omelia, e con la tavoletta al termine benediceva i fedeli. Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso; il simbolo consiste in un sole raggiante in ca...

La Madonna di Loreto di Cannara

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La storia della statua che si venera a Cannara è strettamente legata ad uno dei momenti più drammatici della storia della Santa Casa di Loreto. Siamo nel 1797 e Napoleone entra nella città e fa razzia del tesoro della Santa Casa. Porta via anche la statua della Madonna per esporla come simbolo della superstizione cristiana In queste ore difficili anche l'Arcidiacono della città Ludovico Sensi tradisce i suoi ideali e collabora con i francesi per ottenere la nomina a governatore della città, arrivando perfino a voler demolire la Santa Casa. Ci volle l'insurrezione del popolo, unito nella difesa delle sacre pietre per fargli desistere dal suo terribile proposito. La statua della Madonna fu portata in Francia ed esposta al museo del Louvre catalogato come manufatto in legno orientale di suola egizio-giudaica. Per il periodo in cui la Santa Casa fu priva della sua statua (che fu restituita nel 1801), fu esposta nel Santuario una copia proveniente dalla Chiesa della Buona Morte(in ...

La Madonna di Loreto

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La Santa Casa di Loreto è parte dell’abitazione della Vergine Maria, la quale era costruita da una grotta scavata nella roccia e da una camera antistante. Secondo la tradizione a Nazareth ci sarebbe stata la dimora della Vergine Maria, dove ella nacque, ebbe l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele e dove visse fino alle nozze con Giuseppe. La leggenda narra che la Santa Casa fu trasportata nel 1291 in una sola notte dalla Palestina alle coste Illiriche a Tersatto, nell’odierna Croazia e da qui il 10 dicembre 1294 giunse sul colle lauretano.  La Basilica La Santa Casa è custodita all’interno di un rivestimento marmoreo ideato dal Bramante che nel 1509 ne approntò il disegno. Fu realizzato sotto la direzione di Antonio Sansovino, Ranieri Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane. Fin dal secolo XVI i pellegrini erano solidi girare intono alla Santa Casa in ginocchio, dove nei secoli si scavarono due profondi solchi che ancora si possono notare. La basilica, iniziata nel 1469, patrocinata d...

Storia del culto a Maria SS. Addolorata

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Il mistero della partecipazione della Vergine Maria alla passione e morte del Figlio è l’avvenimento evangelico che ha trovato più intensa e vasta risonanza nella religiosità popolare, che nelle lacrime versate da Maria rispecchia le sofferenze del popolo devoto.  La devozione alla Madonna Addolorata si sviluppa nel XI secolo con la commemorazione dei suoi 5 Gaudi e dei 5 Dolori (divenuti 7 dal 1236), grazie alla predicazione di S. Anselmo e di San Bernardo e con la pubblicazione del “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto, con il quale si inizia una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”. Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo ‘Stabat Mater’ in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose ‘Laudi’  Il 15 Agosto del 1233 sette nobili fiorentini, che erano soliti esprimere le loro lodi davanti ad un'immagine di Maria, la videro animarsi e vestir...