Siamo nel 1797 e Napoleone entra nella città e fa razzia del tesoro della Santa Casa. Porta via anche la statua della Madonna per esporla come simbolo della superstizione cristiana
In queste ore difficili anche l'Arcidiacono della città Ludovico Sensi tradisce i suoi ideali e collabora con i francesi per ottenere la nomina a governatore della città, arrivando perfino a voler demolire la Santa Casa.
Ci volle l'insurrezione del popolo, unito nella difesa delle sacre pietre per fargli desistere dal suo terribile proposito.
La statua della Madonna fu portata in Francia ed esposta al museo del Louvre catalogato come manufatto in legno orientale di suola egizio-giudaica.
Per il periodo in cui la Santa Casa fu priva della sua statua (che fu restituita nel 1801), fu esposta nel Santuario una copia proveniente dalla Chiesa della Buona Morte(in origine delle Sacre Stimmate) di Cannara, cittadina in provincia di Perugia.
La Chiesa sorge sul luogo dove San Francesco ideò il terz'ordine, costituito da uomini e donne, che, pur rimanendo “nel secolo” e continuando le proprie attività, si ispiravano ai suoi ideali.
La statua della Madonna di Loreto, in legno di pioppo era di origine tardo-medievali, appartentente alla nobile famiglia Lusignani di Cipro, legata da parentela con Baldovino IV re di gerusalemme, della quale l'ultima erede legittima, la regina Carlotta, attorno al 1460 l’avrebbe portata con sé nel suo esilio a Loreto.
E' certo che un Pietro Lusignani, oriundo di Cipro, canonico della basilica di Loreto dal 1731 al 1758, ne era proprietario prima che, per un insieme di vicende, tale statua pervenisse nelle mani di don Vincenzo Murri, storico insigne della Santa Casa. Questi la donò il 2 luglio 1826 al Cannarese don Pasquale Modestini che la accolse in una una piccola chiesa dedicata alla Vergine Lauretana, che lo stesso don Modestini aveva fatto appositamente costruire con le stesse misure della Santa Casa.
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