28 maggio 2025

La Chiesa di San Michele in Taranto

L'origine del convento di San Michele, è dovuta a Giovanni Battista Protontino, esponente di una delle più antiche e nobili famiglie tarantine. Con testamento del 23/11/1649 dispose che, morendo senza figli legittimi naturali la sue erede universale, la sorella Laura, la rendita dei suoi beni sarebbe servita per fondare un monastero di "povere orfanelle" tarantine, che avrebbe assunto il nome di Cappuccinelle. La sorella, a sua volta, aggiunse un suo credito personale.
Nel 1713 venne benedetta la posa della prima pietra del monastero che, trovandosi a fianco di una cappella dedicata a S. Michele Arcangelo ne prese il nome.
Il 13/6/1763 l'Arcivescovo di Taranto Francesco Saverio Mastrilli, accompagnato dalle due direttrici, monache clarisse e da 10 fanciulle tarantine, lo dichiarò luogo di Clausura dopo che per trent'anni circa era stato adibito a dimora provvisoria degli Alcantarini, da poco insediatisi a Taranto.
Qui il giovane Francesco Antonio Pontillo, futuro S. Egidio Maria di San Giuseppe maturo' la sua vocazione riconoscendo nelle fattezze delle statue di San Pasquale Baylon e San Pietro d'Alcantara le due figure che in.sogno lo invitavano ad unirsi al loro ordine.
Agli inizi dell'Ottocento vi trasferì la sua sede, dal Convento di San Francesco, la Confraternita dell'Immacolata.
Con l'unità d'Italia l'Ordine fu soppresso nel 1864, le Cappuccinelle furono trasferite nel monastero di S. Chiara ed il convento fu trasferito a Caserma dei Carabinieri.
Nel 1868 la Chiesa rischiò di essere chiusa, ma per intervento del sindaco Francesco Paolo Carelli, fu acquisita dal Comune ed affidata alla Confraternita dell'Immacolata, per l'esercizio del Culto e delle proprie funzioni, con l'obbligo di continuare quelle pie pratiche già ivi esercitate come Quarantore, S. Sepolcro, la Celebrazione della S. Messa nei giorni festivi ecc. (giusto atto del Notaio Gaetano Portacci fu Nicola il 4/2/1868).
Sulla facciata della Chiesa una lapide, ricorda: "A GIOVAN BATISTA PROTONTINO ED AGLI ALTRI BENEFATTORI ETERNA PACE".
L'interno della Chiesa è l'unico esempio a Taranto di impianto sacro settecentesco caratterizzato dalla fastosità e dalla eleganza degli stucchi del 1756-57 opera del Tarantino Saverio Amodeo.
La Chiesa, a navata unica presenta due altari per lato.
Accanto al portone di ingresso c'è una statua di Santa Rita, quindi gli altari di S. Antonio, con un antico simulacro che era venerato in Cattedrale e quello di San Francesco di Paola, la cui statua proviene dalla Chiesa della Madonna della Pace.
Di fronte si trova l'altare di San Michele con la bellissima statua lignea del Santo, opera di Nicola Fumo. Accanto vi è l'altare del Crocifisso ed al centro della navata l'antico Simulacro di Maria SS. Immacolata, patrona della città di Taranto.
Sul presbiterio vi sono le tele della Visitazione, dell'Immacolata, dell'Annunciazione, dell'Assunzione, dell'Adorazione dei Pastori e della cattura di Cristo.
Nella controfacciata della Chiesa di S. Michele, una lapide del 1943 ricorda il bicentenario della liberazione di Taranto dal terremoto per intercessione dell‘Immacolata:

IL PIO SODALIZIO 
CHE MILITA ALL'OMBRA DEL VESSILLO
DI MARIA IMMACOLATA 
E NE PERPETUA ATTRAVERSO I SECOLI 
NEL PRODIGIOSO SIMULACRO 
LA CONTINUA DEVOZIONE 
NEL II CENTENARIO 
DELLA LIBERAZIONE DAL TERREMOTO 
ESAUDITI I VOTI DEL CLERO E DEL POPOLO TARANTINO 
PLAUDENTE L'ARCIVESCOVO F. BERNARDI 
NE TRAMANDA AI POSTERI 
LA SOLENNE PROCLAMAZIONE 
A CELESTE PATRONA 
DI QUESTA CITTA' BIMARE.
XX FEBBRAIO MCMXLIII

Dal 1999 la Chiesa è stata affidata al Sovrano Militare Ordine di Malta che ne ha curato il restauro, nei locali dell’ex convento ha trovato Sede il liceo Musicale Paisiello di Taranto.
All'interno della Chiesa la Confraternita dell'Immacolata continua a promuovere il culto alla Venerata Immagine che ha raccolto le preghiere di generazioni di tarantini e che dall'alto offre la sua materna intercessione alla città che riconosce in lei la sua celeste Patrona.


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