Per chi l'ha vissuta, quella mattina del 28 Novembre del 2012 è impossibile da dimenticare, il cielo all'improvviso si è oscurato ed il vento ha preso ad impazzare con folate velocissime provocando il panico in chiunque si trovasse in strada. Il ricordo terribile di quei minuti lunghi come ore continuava a presentarsi la sera dopo quando i devoti tarantini si sono recati nella Chiesa di San Michele per far visita all'Immacolata ed accompagnarla in Cattedrale per l'inizio della Novena in suo onore.
Il vento è ancora molto forte, tanto che si cammina a fatica per raggiungere la chiesa, a questo si aggiunge la paura delle scene viste nei telegiornali: auto ribaltate, uomini in fuga, strade devastate.
Quello che è stato definito il più potente tornado mai avvertito in Puglia, con raffiche che arrivavano a 250 km/h, ha devastato tutto quanto ha incontrato sul suo cammino, provocando la morte di un giovane operaio dell'Ilva, intrappolato nella sua gru e 58 feriti nonché ingenti danni nel comune di Statte.
Nella mente di ogni tarantino c'era un comune timore, quello della catastrofe che si sarebbe verificata se quella forza della natura si fosse abbattuta nella zona industriale tra l'Ilva e la raffineria.
Quando la natura si presenta con la possenza della sua forza devastatrice, l'uomo si rende di essere poca cosa e si sente inerme, come un bambino di fronte al pericolo. E cosa può fare un bambino impaurito di fronte a qualcosa di più grande? Naturalmente rivolgersi alla mamma. Ed è così che con l'animo ancora scosso per la tragedia del giorno precedente, i cataldiani sono accorsi dalla loro celeste Patrona, attribuendo a lei lo scampato pericolo, ricordando la sua materna intercessione durante i terremoti del 1710 e del 1743, nel conflitto bellico del 1943 e durante il sisma dell'Irpinia del 1980.
Accompagnato dalla sua Confraternita, il Simulacro di Maria Immacolata viene portato in Cattedrale per la celebrazione della Novena. All'uscita da San Michele la statua della Madonna viene fasciata per resistere alle intemperie ma, al suo passaggio in via Duomo il vento pare cessare, quasi ad arrendersi al passaggio della Vergine e la Processione si è svolta senza intoppi.
L'atmosfera che si respirava quella sera non è facile da dimenticare, tra il dolore per la giovane vittima, l'angoscia e la paura per il futuro, il dolce sguardo di Maria sembrava accarezzare i suoi figli offrendo loro la sua materna protezione che ha immediatamente consolato gli animi donando ai fedeli presenti la speranza nel futuro.
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